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    » 09/08/2012, 00.00

    INDIA

    Vescovo di Tuticurin: Stop alla centrale nucleare pericolosa per la popolazione

    Santosh Digal

    Mons. Yvon Ambroise critica la precarietà dell'impianto di Kudankulam (Tamil Nadu) e l'indifferenza del governo. Da circa un anno 50mila persone digiunano a turno per la chiusura della centrale. La Chiesa li sostiene e assicura loro preghiere. La crescita e lo sviluppo necessarie, ma non a costo della vita umana.

    Tuticurin (AsiaNews) - "La centrale nucleare di Kudankulam  (Tamil Nadu) è ormai una questione di vita o di morte per tutta la popolazione. ". È quanto afferma  mons. Yvon Ambroise, vescovo di Tuticurin che critica il silenzio del governo sulla costruzione dell'impianto nucleare di Kudankulam e avverte sui i potenziali danni ad ambiente e uomo.  Intervistato da AsiaNews il prelato sottolinea che la Chiesa è in prima linea nel difendere i diritti della popolazione locale e non  distingue fra religione, etnia e ceto sociale.

    Firmato nel 1988 ma avviato solo nel 1997, il progetto dell'impianto nucleare russo di Kudankalam ha subito diversi rinvii, a causa dei ritardi nella fornitura di componenti e dell'ostruzionismo della gente. L'11 settembre 2011, più di 127 persone del villaggio di Idinthakarai hanno iniziato a digiunare in segno di protesta. Dopo 12 giorni, la gente ha interrotto lo sciopero della fame per le promesse (non mantenute) di J. Jayalitha, chief minister dello Stato, che aveva garantito di fermare il progetto. 

    Ecco di seguito l'intervista rilasciata da mons. Yvon Ambroise

    Eccellenza, qual'è la situazione nell'area dell'impianto nucleare di Kudakulam?

    Circa 50mila persone stanno digiunando a turno davanti alle porte della centrale dall'11 agosto 2011. Per la popolazione, il problema di Kudakulam è diventata una questione di sopravvivenza, anche se il governo continua ad andare avanti per la sua strada e prosegue con la costruzione dell'impianto che mette a rischio la vita di migliaia di persone e l'ambiente.

    La Chiesa condivide le ragioni della protesta?

    Si, i miei sacerdoti, religiosi e tutte le autorità della Chiesa locale sostengono la popolazione che rischia la vita a causa dell'impianto. Gli stessi abitanti della zona guidano le proteste, e noi vi abbiamo preso parte perché viviamo e lavoriamo per loro senza distinguere fra religione, cultura, casta o lingua. In seguito alle manifestazioni, diversi funzionari del governo hanno "tormentato" i rappresentanti della Chiesa bloccando le donazioni provenienti dall'estero, sulla base del Foreign Contribution Regulation Act del 2010. Essi mi accusano di fomentare le proteste, ma io ho sempre negato queste illazioni.

    Perché il governo continua ad ribadire che l'impianto è sicuro?

    Per molti anni le autorità hanno diffuso menzogne sull'argomento sostenendo che la centrale non era pericolosa per la gente. Quando noi abbiamo domandato maggiori delucidazioni sulle reale natura  dell'impianto e se fosse sicuro non abbiamo ricevuto risposta. Essi hanno giustificato il silenzio con "ragioni di sicurezza interna". Tutto ciò è ridicolo.  Al governo non interessa nulla della vita delle persone. Per zittire la voce dei poveri essi utilizzano "metodi oppressivi" e sono irremovibili sulla prosecuzione dei lavori.

    Gli altri vescovi del Tamil Nadu sostengono la vostra causa?

    A tutt'oggi, essi hanno diffuso due lettere pastorali contro la costruzione della centrale. Le autorità dovrebbero comprendere i pericoli per la popolazione ed essere consapevoli che la vita della gente e il loro futuro dipendono dalla presenza o meno dell'impianto nucleare. Le autorità devono trovare soluzioni energetiche alternative a quella atomica.

    Qual è la sua idea di sviluppo economico?

    La crescita e lo sviluppo sono necessarie, ma non a costo della vita umana. La persona dovrebbe essere al centro dei programmi economici, non subirli. L'energia nucleare che verrà prodotta a Kudankulan viene creata danneggiando i poveri e l'ambiente. La costruzione della centrale è iniziata per le idee sbagliate di alcuni politici, che considerano il progetto l'unica via per lo sviluppo economico della zona, ma forse non hanno ancora compreso il reale significato del termine "sviluppo".

     Cosa si può fare per migliorare la vita dei poveri e degli emarginati in India?

    Occorre in primo luogo analizzare i contesti sociali in cui vivono i poveri e pianificare programmi di sviluppo a partire dalle loro esigenze. In questo modo gli emarginati diventano il vero oggetto delle politiche di sviluppo. Quando la Chiesa deve studiare la situazione di aree con un alto tasso di povertà, il nostro lavoro e quello di coloro che ci appoggiano è al completo servizio della popolazione. Il concetto di sviluppo promosso dal governo indiano è quello delle società  che operano sul territorio solo per i propri interessi, senza alcuna attenzione per la vita delle persone.         

    Chi lavora al servizio della popolazione e persegue gli ideali della Chiesa cattolica deve avere professionalità e lavorare basandosi sugli insegnamenti del Vangelo, operando con dedizione e ottimismo, per amore dei poveri.  

     

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