02/04/2014, 00.00
VIETNAM
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Vietnam, nuovi sequestri e demolizioni contro i cattolici di Cồn Dầu

Le autorità di Da Nang vogliono sequestrare i terreni per realizzare un resort turistico. Nei giorni scorsi l'ultimo raid, con l'espulsione di diverse famiglie e l'abbattimento delle loro case. Protagonisti del blitz polizia, pubblica sicurezza ed esercito. I fedeli tentano di resistere agli espropri, ma il loro numero si riduce in maniera progressiva.

Ho Chi Minh City (AsiaNews/EdA) - Diverse famiglie cacciate dalle proprie case, abitazioni rase al suolo e terreni sequestrati: continuano i raid delle autorità vietnamite nei confronti dei cattolici di Cồn Dầu, nel distretto di Cẩm Lệ, provincia di Da Nang (centro-sud del Vietnam), al centro di un'annosa controversia per la proprietà delle terre. Da sei anni Hanoi tenta in tutti i modi di sequestrare l'area dietro motivazioni di carattere "ecologico", anche se in realtà il vero obiettivo è la realizzazione di un resort turistico di lusso. I fedeli cercano di resistere alla cancellazione e mantenere in vita la storica comunità, anche se il loro numero si riduce sempre più con il passare del tempo.

L'ultimo abuso in ordine di tempo, perpetrato dalle autorità con la collaborazione della polizia, è avvenuto il 27 marzo scorso, con l'espulsione di diverse famiglie e l'abbattimento delle loro case. Testimoni locali riferiscono che "alle 7 del mattino le forze di polizia hanno circondato il quartiere" e bloccato "tutte le aree di accesso". A compiere il raid, aggiungono le fonti, "vi erano agenti di polizia, della pubblica sicurezza e dell'esercito", accompagnati da diversi mezzi fra cui "bulldozer e ambulanze".

La sera precedente l'amministrazione locale aveva tagliato il rifornimento di luce e acqua potabile, per poi agire nella notte indisturbati e portare a compimento l'opera di demolizione. L'area di Cồn Dầu comprende il cimitero e si estende su un terreno di 10 ettari. Da 135 anni i fedeli locali seppelliscono qui i loro defunti. In passato, il governo aveva indicato il cimitero tra i siti storici protetti. Nel 2010 le autorità di Đà Nẵng hanno deciso di abbattere tutte le case e il camposanto per realizzare un resort di lusso, senza peraltro offrire alle persone un risarcimento adeguato, o un aiuto per una nuova sistemazione.

La tensione è esplosa il 4 maggio di quell'anno quando, durante la processione funebre per Maria Tan, 82 anni, la polizia è intervenuta per impedirne la sepoltura. All'irruzione sono seguiti scontri tra circa 500 fedeli e agenti, culminati con il ferimento di numerosi cattolici e l'arresto di 59 persone. Nella stessa occasione, le autorità hanno prelevato il feretro della donna e cremato la salma, contro la volontà della defunta. Maria Tan desiderava infatti essere sepolta accanto al marito. 

Come denunciato a più riprese non solo dalla Chiesa cattolica vietnamita, ma anche da autorevoli istituti economici internazionali, l'annosa questione delle proprietà terriere in Vietnam non è solo un problema giuridico e costituzionale, ma rappresenta un freno allo sviluppo economico del Paese. In soli tre anni si sono contate circa 700mila dispute sui terreni, molte delle quali hanno riguardato i compensi a titolo risarcitorio. Dati della Banca mondiale riportano che dal 2001 al 2010 circa un milione di ettari di terreni agricoli è stato riconvertito per scopi diversi; le controversie sulle terre hanno bloccato o ritardato di almeno due anni molti degli 80 progetti infrastrutturali finanziati dalla Banca asiatica per lo sviluppo (Adb), per un totale di 9 miliardi di dollari.

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