28/01/2010, 00.00
VIETNAM
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A Danang 400 famiglia cattoliche cacciate di casa per realizzare un resort

di J.B. An Dang
Centinaia di agenti intorno alla parrocchia di Con Dau, che si preparava a festeggiare gli 80 anni dalla sua fondazione. La crescita vertigionosa del valore dei terreni spinge le autorità a “sostituire” i duemila abitanti con una struttura turistica di lusso.
Danang (AsiaNews) – Sono 400 le famiglie cattoliche (circa duemila persone) che stanno tentando di evitare l’abbattimento delle loro case, deciso dalle autorità locali per creare sul terreno così liberato una struttura turistica di lusso.
 
Il 27 gennaio, centinaia di agenti in borghese e in tenuta antisommossa, con bastoni elettrici e maschere a gas sono stati schierati intorno alla parrocchia di Con Dau per proteggere l’opera di demolizione.
 
La parrocchia sorge a Hoa Xuan, nel distretto di Cam Le e le 400 famiglie abitano in un’area di 400 ettari, che le autorità di Danang vogliono destinata al progetto ecoturistico di Hoa Xuna. I fedeli si trovano di fronte al problema di far fronte a un progetto che lascerebbe padre Emmanuel Nguyen Tan Luc parroco di una chiesa senza parrocchiani. “La nostra parrocchia – dice il sacerdote – si sta preparando a festeggiare, ad agosto, i 135 anni della prima conversione al cattolicesimo e gli 80 della sua esistenza”.
 
Thai Van Lien, presidente del consiglio parrocchiale, racconta di aver saputo del progetto dell’abbattimento e dello spostamento della parrocchia in un posto diverso due anni fa. “Ma mi sembrava così assurdo e ingiusto da credere”. “Ora – aggiunge – stiamo cercando aiuto e siamo pronti a morire per la nostra chiesa e i nostri beni”.
 
Secondo il progetto, la zona dovrebbe essere trasformata con la costruzione di edifici del valore di molti milioni di dollari. Con la crescita vertigionosa del valore dei terreni, seguita all’adozione dell’economia di mercato, le autorità non vogliono perdere tempo nell’allontanamento dei residenti dalle loro case, in cambio di un risarcimento nominale, del tutto insufficiente a permettere di ricostruire altrove la propria vita.
 
I parrocchiani hanno rivolto un appello urgente alle massime autortà vietnamite e al Parlamento, chiedendo di fermare la distruzione delle loro case per creare un’attrazione turistica. Ma analoghi precedenti indicano che molto probabilmente la loro petizione non approderà a nulla. Rifacendosi al principio comunista, per il quale “tutta la terra appartiene al popolo ed è gestita dallo Stato per il benessere del popolo”, le autorità locali trasformano I beni degli enti religiosi in alberghi, ristoranti e night clud, senza che le vittime possano reagire.
 
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