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  • » 08/11/2004, 00.00

    vietnam

    Vietnam: nuova legge per soffocare la libertà religiosa



    Hanoi (AsiaNews/Ucan) – La libertà religiosa in Vietnam subisce nuove restrizioni. Il 15 novembre in Vietnam entrerà in vigore l'Ordinanza sulle credenze e le religioni, adottata il 18 giugno dal Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale. L'ordinanza regola le attività religiose e quelle correlate alle credenze (culto degli antenati) nel paese. Il documento ribadisce il principio costituzionale della libertà religiosa: "ogni cittadino può seguire o non seguire una religione". Ma tale premessa viene oscurata negli articoli successivi: in essi si "permettono" diverse attività, ma sempre e solo se vi è previa "autorizzazione" governativa. Il controllo statale si esercita a 3 livelli: distrettuale, provinciale e nazionale. I primi 2 livelli sono gestiti dai Comitati del popolo, mentre l'ultimo è di competenza dell'Ufficio per gli affari religiosi e del Primo ministro. Il Fronte Patriottico è un altro mezzo di controllo. I suoi membri hanno il dovere di "incoraggiare i fedeli  e i religiosi ad applicare l'ordinanza" e possono partecipare alla "stesura e supervisione" di ulteriori ampliamenti all'Ordinanza.

    Lo Stato esercita il suo controllo in tutti i settori delle attività religiose:

    - Ogni organizzazione, per vivere, deve essere riconosciuta e registrata presso gli uffici per gli affari religiosi. Lo stesso vale per "congregazioni, conventi e forme di vita religiosa in comune".

    - Educazione: si possono istituire scuole per la formazione di personale religioso, ma solo dietro autorizzazione del Primo ministro. In questi istituti lo Stato stabilisce anche i programmi didattici e extra didattici e seleziona gli iscritti. Obbligatorio l'insegnamento della storia e delle leggi del Vietnam.

    - Attività e iniziative vanno programmate annualmente e si possono eseguire solo dopo autorizzazione governativa. Gli eventi fuori programma devono avere l'approvazione degli uffici per gli affari religiosi, come pure feste, riti, credenze, congressi e conferenze.

    - Anche l'ecumenismo, la collaborazione, l'unità, la scissione, il trasferimento, la distribuzione del personale, ecc… nelle varie organizzazioni cade sotto il controllo dello stato: tutto deve essere comunicato e approvato dalle autorità governative.

    - Ordinazioni, promozioni e nomine all'interno delle gerarchie religiose, sono regolate dai "codici e dalle procedure delle singole comunità". I candidati, però, vengono valutati dallo Stato, che ne giudica la validità dal punto di vista morale e civico.

    - Pubblicazioni, stampa e diffusione di materiale religioso necessitano di autorizzazione. La produzione e la vendita di oggetti per il culto e la pratica religiosa devono rispettare le regolamentazioni governative.

    - La predicazione è permessa solo nei luoghi di culto, anche questi stabiliti dalle autorità statali.

    - Proprietà. Le terre dove sono situati edifici religiosi devono essere utilizzati in modo regolare e permanente. Il rischio possibile in caso di inadempimento è la confisca delle terre stesse.

    La libertà religiosa in Vietnam è sospesa qualora

    -  "minacci l'unità dello Stato". Secondo il testo, infatti, ecclesiastici e religiosi "devono" insegnare ai fedeli i "valori della patria e il rispetto delle leggi".

    - sia "contraria ai buoni costumi"

    - minacci "la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico"

    - rappresenti un pericolo per "la vita, la dignità, l'onore e la proprietà"

    L'Ordinanza suggerisce alle comunità religiose l'impegno nei problemi sociali, incoraggiandole "a prendersi cura dei bambini, dei malati, dei poveri e dei disabili",  ma sempre  "in accordo con le regolamentazioni statali".

    L'Ordinanza prevede che chi è stato in prigione per motivi religiosi e ha finito di scontare la sua pena può tornare a svolgere attività quali preghiera, evangelizzazione, partecipazione a funzioni solo dopo l'approvazione dell'Ufficio Affari religiosi.

    Il Vietnam ha oltre 78 milioni di abitanti, di cui 52 milioni buddisti, 7 milioni cristiani e 4 milioni di caodaisti. I cattolici – almeno quelli registrati ufficialmente - sono 6 milioni. (MA)
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