18 Dicembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 30/09/2017, 10.24

    IRAQ

    Voli sospesi in Kurdistan. Allo studio una mediazione dell’Onu

    Pierre Balanian

    Per punire il Kurdistan che ha osato lanciare il referendum sull’indipendenza, da ieri tutti i voli da e per Erbil e Suleymaniyeh sono cancellati. All’embargo aderiscono Iran, Turchia, Qatar, Giordania, Libano ed Egitto. Per andare all’estero vi sono solo voli locali strapieni per Baghdad. Non si ferma il commercio del petrolio verso la Turchia. Cresce l’ira dei curdi verso gli arabi iracheni.

    Erbil (AsiaNews) – Da ieri alle ore 18.00 è entrata in vigore la sospensione di tutti i voli  civili da e per gli aeroporti curdi di Suleymaniyeh ed Erbil. Gli addetti alla sicurezza nell’aeroporto di Erbil, si barricano dietro  professionalità e silenzio, ma i loro visi non riescono a nascondere la delusione.

    Nulla di paragonabile ai giorni che hanno preceduto il referendum, dove tutti erano sorridenti, fieri e felici di accogliere i viaggiatori stranieri in arrivo. Spariti i monitor giganti con la scritta “Sì al Referendum”. Coloro che non nascondono la preoccupazione sono i lavoratori stranieri asiatici dell’aeroporto: con la chiusura rischiano di perdere il loro posto di lavoro.

    Alla sospensione dei voli hanno aderito Iran, Turchia, Qatar, Giordania, Libano ed Egitto. Tutti i passaggeri da evacuare, pronti per la partenza, sono stranieri, arabi ed occidentali ma è notevole il numero di passaggeri iracheni che prendono i voli domestici per Baghdad, pieni all’inverosimile, per poter andare all’estero.

    Le misure di sicurezza sono altissime, mentre arrivano le rassicurazioni dei principali autori di questo accerchiamento aereo. Ieri il presidente turco Recep Tayyep Erdogan ha detto che la chiusura aerea non è diretta contro i civili ed il popolo curdo; lo stesso ha detto il premier iracheno Haydar al-Abadi, affermando che il controllo da parte delle forze dell’ordine irachene di tutto il territorio, compresa la Regione autonoma del Kurdistan, è un dovere constituzionale.

    Il governo del Kurdistan considera illegale la sospensione dei voli per motivi politici, in violazione agli accordi di Chicago, e non vuole consegnare gli aeroporti ai tre gruppi di ufficiali e funzionari doganali iracheni che Baghdad intendeva inviare ieri.

    Il blocco via terra invece è gia entrato in vigore, anche se la Turchia tiene ancora aperto il valico di Khabur preso di assalto da ieri notte: si vedono lunghe file di camion turchi che trasportano greggio dal pozzo petrolifero di Baedra verso la Turchia, smentendo le affermazioni retoriche di Erdogan sull’embargo del greggio curdo. Da parte sua, da due giorni l’Iran ha imposto il divieto alle società iraniane di trasportare petrolio da e per il Kurdistan.

    Con la crisi che diviene ogni giorno più acuta, fonti di AsiaNews hanno confidato della possibilità di una mediazione Onu, che verrà resa pubblica nei prossimi giorni. Mentre si cercano soluzioni dietro le quinte, crescono i rancori, i risentimenti e l’ira dei curdi verso gli arabi iracheni. Si temono azioni di rappresaglia o provocazioni che possono dare inizio a scontri armati, capaci di far divampare incendi che vanno al di là dei confini locali.  

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    28/09/2017 11:36:00 IRAQ
    Nel Kurdistan accerchiato, la festa con la bandiera vaticana, giapponese e turca (Video)

    Dopo l’Iran, da domani anche la Turchia sospende i voli da e per Erbil e Suleymaniyeh. I pochi posti disponibili raggiungono cifre vertiginose. Confini curdi controllati dall’esercito irakeno e da soldati iraniani e turchi. La Siria promette autonomia ai curdi siriani.



    25/09/2017 14:56:00 IRAQ
    Il referendum del Kurdistan fra aria di festa e timori

    Fin dalle prime ore del giorno la gente si è riversata alle urne. Moschee e chiese partecipano all’aria festosa, coi canti del muezzin e le campane a distesa. Il Kurdistan è un Paese di tolleranza e di convivenza. I timori dei turkmeni di Kirkuk e le minacce della Turchia. L’appoggio della lobby israeliana, invisa agli arabi irakeni e a sciiti.



    21/09/2017 11:12:00 IRAQ
    Il referendum sul Kurdistan fa paura a cristiani, yazidi e turkmeni

    Nella regione si moltiplicano le feste per l’indipendenza del Kurdistan e per spingere la popolazione a votare “sì” al referendum. Ma diversi cristiani sono preoccupati per le tensioni con Baghdad e per il lievitare dei partiti islamici curdi. Yazidi e turkmeni minacciati. La proposta Usa di aggiornare il referendum e aprire tre anni di trattative in vista dell’indipendenza del Kurdistan. Almeno 50mila soldati ammassati al confine.



    25/10/2017 08:48:00 IRAQ
    Erbil offre a Baghdad il ‘congelamento’ dei risultati del referendum sull’indipendenza

    Le autorità curde propongono il cessate il fuoco per “prevenire ulteriori violenze e scontri”. Da Erbil anche la proposta di un “dialogo aperto” fra le due parti. Il Parlamento curdo posticipa le elezioni legislative e presidenziali del Primo novembre. L’offerta di una mediazione Onu per “superare la crisi”. 

     



    17/10/2017 12:33:00 IRAQ
    L’esercito irakeno strappa ai curdi due centri petroliferi alla periferia di Kirkuk

    Presi i centri di Bay Hassan e Havana, dal 2014 in mano a Erbil. Ogni giorno producono 250mila barili e garantivano il 40% delle esportazioni della regione autonoma. Il sostegno turco a Baghdad e l’appello alla calma e al dialogo degli Stati Uniti. Intellettuali curdi: gli elettori al referendum “imbrogliati da false promesse”. 

     





    In evidenza

    IRAQ
    Parroco di Amadiya: Avvento fra i profughi di Mosul, la solidarietà più forte delle difficoltà (Foto)



    P. Samir racconta un clima di gioia e di speranza, nonostante la mancanza di risorse e il calo negli aiuti. La lotta per sopravvivenza ha accresciuto il legame di unione fra cristiani e con musulmani e yazidi. Ancora oggi il centro ospita 150 rifugiati, il 70% dipende dalle risorse stanziate dalla Chiesa. Centinaia di giovani all’incontro di preghiera in preparazione al Natale.


    VATICANO-ASIA
    Xenofobia e populismo. Il caso dell’Asia

    Bernardo Cervellera

    Il simposio sul tema, voluto dal Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) e dal Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale. Nella crescente ostilità verso gli altri, considerati come nemici e stranieri, tracciare le piste per l’impegno delle Chiese. I “migranti” tema politico importante in Germania e nella Brexit del Regno Unito. Testimonianze dall’America latina e dall’Africa. Esperienze asiatiche affidate al direttore di AsiaNews.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®