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    » 07/04/2014, 00.00

    CINA

    Wenzhou, cristiani sfidano il governo per impedire la demolizione della loro chiesa



    Da giorni, circa 3mila fedeli della comunità protestante ufficiale di Ou Bei stazionano davanti al luogo di culto Sanjiang, appena ricostruito, che le autorità vogliono buttare giù per "motivi di sicurezza". Dietro la decisione del governo ci sarebbe la volontà di colpire la congregazione, che riunisce ogni domenica migliaia di fedeli, e la loro chiesa "troppo imponente".

    Wenzhou (AsiaNews) - Migliaia di cristiani della provincia orientale del Zhejiang sono impegnati da giorni in un lunghissimo sit-in pacifico davanti alla chiesa di Sanjiang, nella cittadina di Ou Bei (nei pressi di Wenzhou), per evitare che l'edificio venga demolito dalle autorità. La congregazione protestante che ha costruito la chiesa fa parte del Movimento delle Tre Autonomie ed è quindi riconosciuto dal governo, che ha anche approvato i lavori di costruzione del luogo di culto.

    La protesta dei fedeli è iniziata lo scorso 25 marzo 2014, quando le autorità hanno definito la chiesa "illegale" dato che avrebbe violato i canoni di costruzione. Il 3 aprile le autorità locali hanno inviato un avviso formale alla congregazione protestante per avvertirla della demolizione "entro 15 giorni", dato che la struttura "presenta rischi per la sicurezza". Il governo ha inviato lo stesso giorno migliaia di agenti di polizia nell'area per "convincere" i cristiani a uscire dall'edificio e tenerli a bada durante la demolizione. Da allora, circa 3mila persone si sono date il cambio dentro e fuori dalla chiesa per impedire in maniera pacifica alle ruspe di iniziare la demolizione.

    Due giorni fa (sabato 5 aprile) i pastori protestanti hanno guidato una marcia che è terminata davanti all'edificio, dove poi si è svolta una veglia di preghiera durata tutta la notte. Uno dei fedeli spiega: "Non vogliamo uno scontro violento. Siamo pacifici e stiamo pregando Dio affinché ci aiuti". Ma sui muri dell'edificio sono apparsi gli ideogrammi "chai", che indicano un "luogo da demolire".

    Secondo i fedeli e i pastori della Sanjiang, dietro alla scelta di demolire la chiesa vi sono in realtà due motivi politici: da una parte c'è la polemica sulla croce (rossa) che spicca dal tetto e che è stata definita dal segretario comunista provinciale Xia Baolong "troppo alta" dopo una visita nell'area. Dall'altra c'è il fatto che l'intera struttura prende più di 1000 metri quadrati ed è quindi uno degli edifici più grandi della zona. La reale volontà del governo sarebbe quella di fiaccare la presenza cristiana a Wenzhou, un tempo definita la "Gerusalemme d'Oriente" per il gran numero di cristiani e ancora oggi uno dei capisaldi della fede in Cina.

    Timothy Liao, uno dei pastori locali, dice: "Dicono che la nostra croce è troppo alta, ma sono moltissimi gli edifici che violano i regolamenti sull'altezza delle strutture. È chiaro che si tratta solo di un pretesto per prendere di mira le chiese e i cristiani". Nella chiesa si riunivano, prima dei lavori, circa 1.800 fedeli ogni domenica: ora, grazie all'opera di allargamento, la sua capacità è aumentata fino a 4.000 posti.

    Il Movimento delle Tre Autonomie riunisce le chiese protestanti "ufficiali" ed è stato creato da Mao Zedong nei primi anni del suo governo. In Cina sono consentiti solo i gruppi religiosi registrati. Ma vi sono più cristiani protestanti non ufficiali (circa 80 milioni) che membri del Movimento (circa 20 milioni). Per timore che la situazione sfugga di mano al Partito, da quasi cinque anni è in atto una campagna per eliminare le comunità sotterranee o farle confluire nelle comunità ufficiali. Il caso della Sanjiang dimostra che l'attacco si è spostato anche contro le strutture vicine al governo. 

    (Ha collaborato John Ai)

     

















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