11/11/2011, 00.00
INDONESIA
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West Java, intellettuali musulmani e cristiani contro il sindaco che vuole cancellare una chiesa protestante

di Mathias Hariyadi
Diani Budiarto, incurante di una sentenza della Corte costituzionale, non garantisce la pratica del culto ai cristiani della Yasmin Church. Professore musulmano invita il governo a punire il funzionario, ma avverte: un caso di intolleranza non va generalizzato. Sacerdote ricorda i 47 attacchi contro le chiese nel 2010 e rivendica il diritto alla libertà religiosa.
Jakarta (AsiaNews) – Leader religiosi, intellettuali musulmani e cristiani, esponenti della società civile indonesiana stigmatizzano il comportamento del sindaco di Bogor, Diani Budiarto, che continua a ignorare la sentenza della Corte costituzionale che autorizza le celebrazioni nella comunità protestante della Yasmin Chuch (cfr. AsiaNews 14/10/2011 Bogor, Yasmin Church: le autorità “manipolano” filmati per calunniare i cristiani). Per tutelare la libertà religiosa e promuovere la tolleranza nel Paese è necessario un esecutivo centrale “forte e autorevole”, capace di imporre il rispetto della legge e del principio della “unità nella diversità” contenuto nel Pancasila anche ai funzionari locali. Spiegando che nel 2010 vi sono stati 47 casi di attacchi o violenze contro chiese cristiane, l’attivista Theophilus Bela auspica una maggiore “presa di coscienza a livello sociale” dell’importanza della libertà religiosa e del rispetto dei diritti delle minoranze.

Da mesi la Yasmin Church a Bogor (provincia di West Java) è teatro di una palese violazione del diritto, perpetrata dal sindaco locale Diani Budiarto che, incurante dei dettami costituzionali e di una sentenza della Corte suprema a favore dei cristiani, impedisce lo svolgimento delle funzioni. L’edificio è stato realizzato secondo i dettami previsti dalla legge e gode del permesso di costruzione, il “documento legale” IMB necessario per realizzare case o luoghi di preghiera.

Il prof Azyumardi Azra, decano dell’Università islamica di Stato a Ciputat (South Tangerang), afferma che chiunque commetta atti violenti contro altri gruppi religiosi deve essere perseguito dalla giustizia. Egli condanna “l’inerzia” del governo nel perseguire il sindaco di Bogor, che andrebbe messo sotto processo. Tuttavia, il docente avvisa che un singolo caso non può essere considerato come “rappresentativo” di una intolleranza generalizzata verso le minoranze religiose indonesiane. Il prof Azra lancia un monito anche ai giornali occidentali, che traggono “conclusioni” affrettate su una crescita indiscriminata delle persecuzioni di matrice confessionale e rilancia il Pancasila, quale “migliore ideologia” per una società multietnica.

Elga Sarapung, attivista cristiana di Interfidei a Yogyakarta, Java centrale, conferma che il governo è tenuto a far applicare la legge, “senza se e senza ma”. E ribadisce che il sindaco di Bogor dovrebbe essere sfiduciato e cacciato dall’ufficio perché incapace di “fornire sicurezza alle persone”. Di contro, la donna invita a promuovere con forza il concetto di “tolleranza” e di non temere il valore della diversità anche se può fare paura. Critiche condivise anche da p. Benny Susetyo, della Commissione per il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale, che denuncia la mancanza di “neutralità” negli ambienti di governo, soprattutto quando si tratta di problemi che riguardano le minoranze religiose.
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