11/06/2012, 00.00
INDONESIA
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West Java: velo obbligatorio a Tasikmalaya, le autorità impongono la sharia

di Mathias Hariyadi
L’obiettivo è rafforzare la morale e i valori della tradizione. La polizia “morale” non riferirà ai tribunali islamici, ma alla giustizia civile. Politico a Jakarta: leggi “incostituzionali e discriminatorie”. Protestano le donne: il velo non è una “questione di Stato”, ma una scelta personale.

Jakarta (AsiaNews) - Attivisti e membri della società civile in diverse zone dell'Indonesia hanno criticato con forza la proposta delle autorità del distretto di Tasikmalaya (West Java) di introdurre norme ispirate alla sharia, la legge islamica, entro la metà di luglio in previsione dell'inizio del Ramadan, mese sacro di digiuno e preghiera. Fra gli obblighi vi sarà anche l'imposizione del velo per tutte le donne - straniere e locali, musulmane e non - meglio conosciuto nell'arcipelago con il nome di jilbab.

I funzionari della municipalità prevedono inoltre di formare una locale "polizia della morale", chiamata a garantire il rispetto delle norme previste dalla legge islamica e di procedere per via legale contro chiunque infranga le regole. Tuttavia, secondo l'amministrazione, l'applicazione della sharia non sarà siile a quella che vige nella provincia di Aceh. La "polizia della morale", infatti, non denuncerà i colpevoli ai tribunali islamici, ma alla giustizia civile che impartirà multe o ammende.

Dal 2009 la municipalità di Tasikmalaya discute l'introduzione della legge islamica; fra i motivi della scelta, a detta del sindaco Syarif Hidayat, il fatto che sia una città a grandissima maggioranza musulmana. Le norme regoleranno anche le condotte di vita dei non sposati, uomini e donne; fra i suggerimenti di condotta vi è anche il fatto di non uscire di casa da soli. Tutto questo, avvertono i promotori, viene fatto per ridurre al minimo i comportamenti "contrari alla morale", come il sesso prematrimoniale fra adolescenti e adulti.

Dopo settimane di polemiche e scontri, il sindaco Syarif Hidayat ha rotto il silenzio per negare l'ipotesi di una rigida applicazione della legge islamica. Ciò che vogliamo "imporre", avverte il funzionario, è solo un "regolamento locale" che intende promuovere "i valori sociali e morali" secondo i dettami dell'islam e della tradizione locale di Tasikmalaya.

"Mi auguro di cuore - ha aggiunto Hidayat - che la città di Tasikmalaya sarà libera da ogni tipo di condotta fuorviante, che svantaggia tutte le altre persone". E specifica che non forzerà "i non musulmani" a praticare la morale islamica, ma vi sono dei "costumi" che tutti sono però tenuti a rispettare.

Intanto infuriano le polemiche e piovono critiche sulla proposta. A Jakarta il politico nazionalista Eva Kusuma Sundari  condanna con forza il piano, affermando che le leggi ispirate alla sharia sono "incostituzionali e discriminatorie". Anche nella stessa Tasikmalaya decine di donne musulmane hanno protestato con forza, sottolineando che l'imposizione del velo "non è una questione di Stato", ma una scelta personale. 

 

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