21/06/2016, 08.21
CINA
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Wukan, il governo locale contro i media: Incitate il popolo, sarete puniti

Il villaggio della Cina meridionale continua la sua protesta per il rilascio del leader Lin Zuluan, che lotta per il recupero di terreni espropriati in maniera illecita. Le autorità davanti a un impasse: l’uomo è anche il vertice comunista locale, e ha sempre agito secondo il diritto nazionale. Il Global Times avverte: “Le proteste sui terreni non si risolvono con mezzi democratici”.

Guangzhou (AsiaNews) – Il governo della provincia meridionale del Guangdong ha accusato alcuni media di Hong Kong di “incitare, pianificare e dirigere” le proteste relative all’esproprio dei terreni del villaggio di Wukan. Questo è divenuto famoso già cinque anni fa per le proteste dei suoi abitanti contro le malversazioni dei dirigenti politici locali, ed è tornato nei giorni scorsi sotto i riflettori per il discusso arresto del capo villaggio Lin Zuluan. Accusato di “corruzione”, l’uomo è un simbolo delle manifestazioni per la giustizia che hanno scosso la provincia meridionale del 2011.

Un funzionario di Shanwei ha puntato il dito contro l’Apple Daily, quotidiano di Hong Kong in lingua cinese, e contro il gruppo editoriale online Initium Media. Parlando nel corso di una conferenza stampa convocata questa mattina, il capo dell’ufficio stampa locale Shi Shuoyan ha dichiarato: “Noi accogliamo con favore i giornali anche non cinesi che vogliano agire però secondo leggi e regolamenti, comportandosi in maniera oggettiva e corretta”.

Tuttavia, ha aggiunto, “alcuni di questi media hanno incitato, pianificato e diretto le azioni di Wukan. E noi agiremo in risposta, sempre secondo la legge”. L’uomo ha poi indicato per nome le testate accusate, una mossa molto rara nella politica nazionale cinese. Chan Pui-man, direttore dell’Apple Daily, nega le accuse: “Abbiamo mandato delle persone a seguire le notizie, di certo non a fare le attività che ci vengono contestate”.

La tensione nel villaggio resta altissima. Gli abitanti hanno infatti indicato la propria volontà di “continuare a combattere per la giustizia” e chiedere la restituzione dei terreni oggetto delle proteste del 2011. Il capo villaggio Lin, anche segretario locale del Partito comunista, ha chiesto dal carcere ai suoi concittadini di “fare quello che ritengono giusto, anche se va contro le indicazioni delle autorità”.

Migliaia di persone sono scese in piazza la scorsa domenica 19 giugno, e il giorno successivo altre centinaia hanno firmato e affisso enormi cartelli bianchi in cui si chiede il rilascio di Lin. Un manifestante dice: “Dobbiamo andare avanti con le proteste. Noi riteniamo che il capo villaggio sia innocente e si sia accollato il biasimo della situazione in nome nostro”. Dopo le proteste alcuni abitanti sono stati “ammoniti” dalla polizia, che ha arrestato altre due persone: il nipote del capo, Lin Liyi, e il suo vice Cai Lichou.

La questione scuote anche la leadership nazionale. Lin Zuluan è stato definito “un bravo compagno”, e le sue azioni si sono sempre attenute alla legge. Tuttavia, un editoriale del Global Times – il “partner” internazionale del Quotidiano del Popolo – avverte: “Le dispute sui diritti di proprietà dei terreni non possono essere risolte soltanto attraverso meri strumenti democratici. Servono richieste a norma di diritto”.

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