15/05/2006, 00.00
Cina - Vaticano

Zhan Silu, vescovo contro tutto e contro tutti

In un'intervista ad AsiaNews, il vescovo patriottico insediatosi a Mindong spiega le ragioni della sua scelta, fatta "per unire" la diocesi. Per chi lo ha conosciuto egli è "ambizioso" e "molto vicino al Partito".

Roma (AsiaNews) - Zhan Silu, il nuovo vescovo patriottico di Mindong dice ad AsiaNews che il suo ideale è di "offrire la vita per unire la Chiesa di Mindong". Per questo ha deciso di auto-insediarsi vescovo della diocesi, pur essendo inviso alla maggioranza dei suoi fedeli e pur essendo diventato vescovo in una cerimonia illecita, quella del 6 gennaio 2000, che non aveva il permesso del Vaticano e che comporta la scomunica latae sententiae. Alla cerimonia di ieri non vi era nessun altro vescovo e mons. Zhan si è messo la mitra da solo.

Dal 2000, anno in cui egli è divenuto vescovo, la sua vita è passata nel più totale isolamento. L'Associazione Patriottica che lo aveva spinto a farsi ordinare, gli ha offerto un ufficio molto bello e spazioso nell'edificio del governo, arredato con mobili antichi. Ma nessun fedele è mai andato a trovarlo. Forse, stanco di aspettare, ha deciso di prendere in mano la situazione e installarsi come vescovo di Mindong. "Sapevo che vi era opposizione verso di me nella diocesi e così ho preferito aspettare: volevo convincere tutti, cattolici ufficiali e clandestini, di collaborare con me".

La diocesi di Mindong è nella quasi totalità costituita da fedeli della Chiesa sotterranea: su 80 mila cattolici, più di 70 mila sono clandestini, molto organizzati e vivi, con oltre 45 sacerdoti, 96 suore e 400 laici catechisti. I preti ufficiali sono una diecina e contano su poche parrocchie. La presa di possesso della diocesi viene a interrompere un processo di riconciliazione della diocesi. Lo scorso anno, a distanza di pochi giorni, sono morti mons. Zhang Shizhi,  vescovo ufficiale patriottico (non riconosciuto dal Vaticano), e mons. Xie Shiguang, vescovo sotterraneo. Quest'ultimo era così stimato da tutti che al suo funerale hanno partecipato preti e fedeli dei due rami della Chiesa.

Mons. Xie aveva un vescovo coadiutore, mons. Huang Shoucheng che, nell'idea del Vaticano, doveva divenire il responsabile della diocesi, unendola ancora di più. Anche mons. Huang è benvisto dalla Chiesa ufficiale.

Ad AsiaNews mons. Zhan dice che in realtà mons. Xie aveva scelto proprio lui, Zhan, a succedergli. Poi però vi è stata l'ordinazione illecita del 2000 e lui è stato rifiutato. Incurante delle conseguenze della sua scelta ("non divide per nulla la Chiesa"), mons. Zhan dice che, ad ogni modo, per salvare l'unità della diocesi, prima di installarsi, ha "avvertito alcuni preti della Chiesa sotterranea".

Mons. Zhan non sembra preoccupato per nulla della mancata approvazione vaticana: "Spero che prima o poi – dice – il Vaticano mi approverà e benedirà i miei sforzi per unire la diocesi".

Mons. Zhan ha studiato all'Holy Spirit Study Centre di Hong Kong dal '95 al '97. Secondo persone che lo hanno conosciuto, già allora aveva intenzione di diventare vescovo. Diversi sacerdoti ad Hong Kong lo definiscono una persona "ambiziosa" e "molto vicina al Partito comunista" e lo hanno sempre sconsigliato a cercare di diventare vescovo.

Ieri, alla fine, è giunto il suo momento per l'insediamento. Mons. Zhan dice che non ha ricevuto "pressioni dal governo", ma ha solo avvertito l'AP che avrebbe svolto la cerimonia di presa di possesso. Come mai il 14 maggio? "Perché è la festa dell'apostolo Mattia, l'ultimo aggiunto al collegio degli apostoli. Anch'io, come lui, ho aspettato degli anni prima di entrare nel gruppo dei vescovi". L'unica differenza è che Mattia è stato sorteggiato dagli apostoli: mons. Zhan ieri si è messo in testa la mitra episcopale da solo.

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