01/02/2016, 10.41
CINA
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Zhejiang, arrestato un pastore protestante: si era opposto alla demolizione delle croci

di John Ai

Il ministro protestante Gu Yuese (ufficiale) è a capo della Chongyi, comunità protestante più numerosa del Paese con circa 10mila fedeli. È stato arrestato dalla polizia con l’accusa di “appropriazione indebita”. Egli si è opposto in maniera pubblica alle demolizioni delle croci nel Zhejiang e ha difeso i diritti della chiesa. Il suo arresto potrebbe dare il via a una nuova ondata di persecuzione contro i cristiani. 

Hangzhou (AsiaNews) – I media ufficiali cinesi confermano l’arresto del pastore protestante ufficiale Gu Yuese, noto anche come Joseph Gu. Il ministro guida la Chongyi Church, comunità protestante più numerosa del Paese con circa 10mila fedeli. È stato arrestato dalla polizia con l’accusa di “appropriazione indebita”, ma non sono stati forniti particolari riguardo la vicenda. In una lettera aperta inviata alla sua congregazione, parla di “una tempesta fredda che sta per abbattersi su Hangzhou”, capitale provinciale.

Gu è stato rimosso dal suo incarico il 18 gennaio 2016; il 27 dello stesso mese è sparito insieme alla moglie Zhou Lianmei. Due giorni dopo, i funzionari della chiesa ufficiale hanno annunciato che l’uomo “sta collaborando con la polizia” riguardo le accuse di appropriazione indebita di fondi destinati alla comunità. La Chongyi ha ricevuto una notifica formale della polizia: il pastore è detenuto “in regime di residenza sorvegliata in una località prescelta”.

Il termine è un eufemismo usato sempre più spesso dalle autorità cinesi per indicare una detenzione di fatto illegale. Secondo il diritto nazionale, infatti, un cittadino detenuto in una struttura regolare – anche in attesa di comparire davanti al giudice – ha una serie di diritti: comunicare con la propria famiglia, incontrare un legale, contestare le prime accuse. Se invece il sospettato “sta collaborando con le autorità” e si trova in una “residenza sorvegliata”, questi diritti decadono. Lo stesso trattamento è riservato da Pechino ai cinque editori “scomparsi” da Hong Kong, critici nei confronti delle autorità.

L’improvviso licenziamento di Gu – avvenuto senza seguire le procedure obbligatorie – ha sconvolto la congregazione. In una lettera aperta inviata ai fedeli, Gu e la moglie avvertono: “Una rara tempesta fredda si abbatterà su Hangzhou… la chiesa Chongyi sta già camminando su questi sentieri ghiacciati che non hanno precedenti”.

Negli ultimi due anni, il pastore Gu si è espresso con forza e in maniera pubblica contro la campagna di demolizione delle croci in corso nella provincia. Nel maggio 2015, la chiesa ha pubblicato una dichiarazione contraria ai nuovi regolamenti per gli edifici religiosi e alla rimozione dei simboli della fede. Il sito ufficiale della congregazione, su cui sono apparsi questi pronunciamenti, è stato oscurato. Alla fine del luglio 2015, Gu ha anche firmato una lettera aperta all’Ufficio affari religiosi del Zhejiang in nome e per conto della chiesa cristiana ufficiale.

Dall’inizio della campagna contro i simboli cristiani, oltre 1.800 croci sono state rimosse in tutta la provincia. Huang Ziyi, pastore che si è opposto anche fisicamente allo sradicamento della croce dalla sua chiesa, è stato condannato a un anno di galera per “aver provocato disordini sociali”. L’avvocato Zhang Kai, che ha assistito le comunità cristiane contro il governo, è sparito alla fine di agosto 2015. Gu Yuese, ultimo in ordine di tempo a cadere, è il membro più importante della chiesa cosiddetta patriottica a finire in prigione dai tempi della Rivoluzione culturale. 

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