16/09/2008, 00.00
FILIPPINE
Invia ad un amico

Vescovi filippini: immorali e falsi i "profeti” della salute riproduttiva

di Santosh Digal
La Conferenza episcopale denuncia una campagna politica frutto di interessi “personali ed economici” che ribalta i concetti di “giusto e sbagliato”. La legge sui metodi di pianificazione familiare artificiali riceve il sostegno di alcuni gruppi protestanti.

Manila (AsiaNews) – I cattolici non devono ascoltare i “falsi profeti” che promuovono “dottrine devianti” per imporre una “nuova moralità” nel Paese, come vorrebbe una parte del Parlamento con l'approvazione della Reprodictive Health (RH). È quanto affermato ieri da mons. Paciano Aniceto, arcivescovo di Pampanga e presidente della Commissione episcopale per la famiglia e la vita, secondo il quale la legge sui metodi di pianificazione familiare non-naturali “ribalta le nozioni di giusto e sbagliato, di buono e cattivo, ed è in aperto contrasto con i precetti che Dio ha dato”. Egli invita i parlamentari cattolici a “non farsi influenzare” da partiti politici che vogliono promuovere “interessi personali” in vista delle prossime elezioni e che godono dell’appoggio di “aziende produttrici di contraccettivi” il cui unico fine è quello di ampliare il mercato e i profitti. 

Nella polemica fra i promotori della RH e la Chiesa cattolica filippina si inserisce anche il portavoce del presidente Gloria Macapagal-Arroyo, il quale precisa che il parere espresso ieri dal Capo dello Stato – favorevole ai metodi di pianificazione familiare naturali – è una “presa di posizione personale” e non una linea politica con la quale indirizzare le “scelte del governo”. La Arroyo lascerà pieni poteri al Congresso per valutare l’eventuale approvazione della legge, ma “al momento opportuno” prenderà le decisioni che “riterrà più appropriate”.

La precisazione del portavoce del presidente segue l’interpellanza parlamentare proposta da uno dei principali sostenitori della RH, il quale chiedeva se l’appoggio dato dalla Arroyo ai vescovi fosse una “scelta personale” secondo coscienza oppure una “decisione politica”. Egli ha inoltre ribadito la netta contrapposizione del Capo dello Stato – cattolica e madre di tre figli – a qualsiasi tipo di pianificazione familiare “artificiale”.

La Reproductive Health ha invece incassato il sostegno di una parte della Chiesa protestante filippina, che intende lasciare alle coppie la scelta: “Rispettiamo le opinioni dei cattolici – afferma il rev. Abel Baclayon, del New Life Christian Centre – ma essi non devono condannare i progetti governativi che mirano a sradicare la povertà”. Il pastore sostiene infine che “non è un peccato” usare contraccettivi artificiali come “preservativi e pillole”.  

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Manila, veglia dei cattolici contro la legge pro-aborto
15/09/2008
Filippine, movimento femminile con la Chiesa nella “lotta per la vita”
10/10/2008
Elezioni 2010: vescovi e cattolici contro aborto, eutanasia e pianificazione familiare
22/01/2010
Il presidente filippino rinnova l'impegno a favore della vita
12/09/2008
Vescovi filippini: “produce frutti” la campagna pro-vita
26/09/2008


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”