06/05/2026, 12.44
SRI LANKA
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Colombo: centinaia di stranieri arrestati nella lotta contro gli scam center

di Arundathie Abeysinghe

L’isola sta diventando il nuovo “hotspot” per operazioni fraudolente in rete collegate all’estero. Preoccupazione ai vertici per ripercussioni negative in termini di immagine, economia e turismo. Operazioni di polizia hanno portato al fermo di cittadini provenienti da Cambogia, Cina, Malaysia, Madagascar, Filippine, Thailandia e Vietnam. Sequestrati computer portatili e telefoni cellulari. 

Colombo (AsiaNews) - Lo Sri Lanka sta diventando con evidenza crescente un “hotspot” per “operazioni fraudolente online” collegate ad entità con base all’estero. Le autorità segnalano infatti un forte aumento delle reti di criminalità informatica gestite da cittadini stranieri in tutta l’isola, con un numero crescente di “scam center”, come vengono chiamati i centri per le truffe in rete. Una tendenza che suscita gravi preoccupazioni fra i vertici di governo e della polizia, i quali avvertono che tali attività non mettono solo in pericolo la sicurezza nazionale, ma danneggiano pure la reputazione internazionale del Paese. La presenza di queste reti potrebbe avere un impatto negativo sull’economia, dirottando potenziali entrate turistiche e flussi finanziari in altre direzioni.

Sampath Perera, presidente dello Sri Lanka Institute of National Tourist Guide Lecturers, ha affermato di recente che “la crescente presenza di reti di truffatori legate all’estero ha coinciso con uno dei più gravi incidenti di sicurezza finanziaria digitale nella storia dello Sri Lanka”. Nel frattempo, un’unità speciale all’interno del Dipartimento dell’immigrazione e dell’emigrazione sta effettuando arresti relativi a stranieri che violano le condizioni del visto, allertando al contempo le stazioni di polizia competenti in tutta l’isola per condurre retate relative a tali violazioni. 

Gli avvocati Sandesha Amarasekara e Udaya Serasinghe spiegano ad AsiaNews che “i responsabili saranno perseguiti ai sensi della legge dello Sri Lanka sui crimini informatici (Cybercrimes Act, legge n. 24 del 2007)”. Per questo “non saranno immediatamente espulsi, né saranno autorizzati a lasciare il Paese” su base volontaria. “Durante la prima metà del 2026, una serie di retate coordinate in diverse località - sottolineano - ha portato all’arresto di oltre un centinaio di cittadini stranieri coinvolti in operazioni finanziarie illegali e truffe online”.

Di recente, ricordano i legali, sono state ”condotte operazioni a Rajagiriya, un sobborgo di Colombo, e la polizia ha fatto irruzione in un complesso residenziale a più piani lungo Meda Welikada Road”. Durante il raid, sono stati arrestati circa 120 cittadini stranieri. I sospetti provenivano da diversi Paesi, non solo asiatici, tra cui Cambogia, Cina, Malaysia, Madagascar, Filippine, Thailandia e Vietnam. Essi avevano occupato diversi piani del complesso residenziale per svolgere attività finanziarie illegali. Durante il raid, le autorità hanno sequestrato diversi computer portatili e telefoni cellulari ora sottoposti a perizia forense nell’ambito delle indagini.

I sospettati avevano trasformato gli spazi in affitto sia in alloggi ,che in centri operativi. Questi individui erano coinvolti nella sottrazione di denaro da conti internazionali e in trasferimenti di fondi illegali, spesso utilizzando il settore turistico come copertura. Sebbene la polizia abbia arrestato circa 120 sospettati durante il raid a Rajagiriya, molti altri sarebbero riusciti a fuggire prima della conclusione dell’operazione tanto che oggi sono ancora in corso indagini per rintracciarli. 

Secondo fonti vicine ad alti funzionari di polizia “il 2 maggio è stata condotta un’altra retata a Talangama, un sobborgo di Colombo: 37 cittadini stranieri, tra cui una donna, sono stati arrestati con l’accusa di coinvolgimento in reati informatici”. Il raid, prosegue la fonte, “è stato condotto da agenti della Walana Central Anti-Corruption Strike Force insieme alla polizia di Talangama. I sospetti sono stati identificati come cittadini cinesi di età compresa tra i 23 e i 44 anni e sono stati arrestati e condotti alla stazione di polizia di Talangama. Come emerso dalle indagini, due individui risiedevano nel Paese senza un visto valido, mentre un altro non possedeva alcun passaporto”.

A marzo un’operazione congiunta condotta dai servizi di intelligence militare e dalle autorità di immigrazione ad Anuradhapura e Mihintale, nella Provincia Nord-Occidentale, ha portato all’arresto di 134 cittadini stranieri che operavano da diverse guest house. A questa è seguita un’altra importante retata ad aprile a Chilaw, nella medesima provincia, in cui sono stati fermati oltre 150 sospetti con l’accusa di gestire un’operazione di truffa online da un hotel preso in affitto come copertura. Durante la retata gli agenti hanno recuperato oltre 140 computer portatili e circa 400 telefoni cellulari utilizzati in truffe online a livello globale. Reti simili erano state smantellate in precedenza in diverse zone dell’isola, tra cui Katunayaka, Negombo e Wattala nel distretto di Gampaha e Baddegama nel distretto di Galle.

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