15/01/2026, 17.49
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A Pechino arriva 'Rocket Street', l'incubatore delle aziende spaziali commerciali

Completati i lavori su un'area di 145mila metri quadri del quartiere di Yizhuang. L'ambizione è dare vita a una catena industriale completa che comprende vettori di lancio, produzione di satelliti, nuovi materiali e applicazioni delle tecnologie spaziali. Per fare della corsa allo sfruttamento commerciale dell'aerospazio un nuovo settore strategico delle'conomia cinese.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – L’Area di Sviluppo Economico e Tecnologico di Pechino (la cosiddetta Beijing E-Town) ha annunciato oggi di aver completato il progetto “Rocket Street”, un complesso destinato a diventare la prima base sperimentale nazionale della Repubblica popolare cinese dedicata alla ricerca e alla produzione nel settore dell’aerospazio commerciale, considerato strategico per lo sviluppo tecnologico del Paese.

Il complesso sorge a Yizhuang, nel sud-est della capitale, e si estende su una superficie totale di 145mila metri quadrati. Il progetto è strutturato in quattro aree funzionali principali: una piattaforma tecnologica condivisa, un centro per l’innovazione, un polo manifatturiero di alta gamma e un centro espositivo con funzioni di controllo delle missioni.

Secondo quanto riferito, “Rocket Street” offrirà una dozzina di servizi condivisi, tra cui attività di ricerca, sviluppo e test di razzi e satelliti, produzione intelligente e sistemi integrati di controllo delle missioni spazio-aria-terra. L’obiettivo è coprire in modo completo le esigenze dell’intera filiera dell’aerospazio commerciale.

Particolarmente rilevanti sono le caratteristiche strutturali degli edifici dedicati all’innovazione e alla produzione. Non si tratta di capannoni industriali tradizionali, ma di officine specializzate per carichi pesanti: il piano terra presenta un’altezza libera di 7,9 metri e una capacità portante di tre tonnellate, mentre i piani superiori superano i cinque metri di altezza e possono sostenere carichi fino a una tonnellata. Si tratta di specifiche pensate per la ricerca e la produzione di grandi sistemi aerospaziali, come i razzi, oltre che per le aziende impegnate nella progettazione dei sistemi, nei componenti chiave, nei sistemi di controllo e nella produzione di terminali satellitari.

L’aerospazio commerciale rappresenta uno dei settori portanti di Beijing E-Town, che ha già attratto oltre 180 imprese specializzate. Le aziende di razzi commerciali insediate nell’area costituiscono circa il 75% del totale nazionale, dando vita a una catena industriale completa che comprende vettori di lancio, produzione di satelliti, nuovi materiali aerospaziali e applicazioni delle tecnologie spaziali.

La scommessa sulla crescita del settore spaziale commerciale è una direttrice su cui il governo cinese sta puntando molto, anche attraverso questo tipo di sostegno pubblico. Al 2014 risale il "Documento 60" del Consiglio di Stato cinese che aprì agli investimenti privati il settore spaziale - fino a quel momento appannaggio di società direttamente controllate dallo Stato - per accelerare innovazione e capacità produttiva. Il rapido successo di SpaceX e le implicazioni strategiche di Starlink hanno rafforzato la determinazione di Pechino a sviluppare un settore spaziale commerciale competitivo, anche per motivi geopolitici e di sicurezza. Nel 2024, in particolare, gli investimenti complessivi nel comparto hanno superato i 15 miliardi di yuan, con un aumento di quasi il 40% rispetto al 2023.

Molti fondatori di queste aziende provengono dal settore spaziale statale, ma sono oggi affiancati da una nuova generazione di tecnici e da investitori finanziari consapevoli del ritorno economico e del riconoscimento politico legato al contributo agli obiettivi nazionali. Un caso emblematico è Galactic Energy, fondata nel 2018 da ex dipendenti dell’industria spaziale statale e divenuta nel 2020 la seconda azienda privata cinese a lanciare un satellite. Inizialmente era finanziata solo da investitori privati ma dal 2021 il sostegno politico ha trasformato il panorama. Ora il settore spaziale commerciale è ufficialmente definito come un “nuovo motore di crescita” nazionale, con una vera e propria competizione tra i diversi governi provinciali per attrarre cluster spaziali.

 

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