08/03/2024, 09.08
KAZAKISTAN
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Almaty apre a una manifestazione per l'8 marzo

di Vladimir Rozanskij

Per la prima volta concesso un parco pubblico per un raduno convocato da un'attivista sociale che senza toni radicali ha chiamato alla difesa "della dignità della vita della donna". Polemiche le femministe: "Si oppongono rifiuti ad alcuni e si approvano altri". Il presidente Tokaev ha presieduto un Forum delle donne ad Astana.

Almaty (AsiaNews) - Con una mossa a sorpresa, all’ultimo momento l’Akimat (Comune) di Almaty, la “capitale meridionale” del Kazakistan, ha approvato una manifestazione sul tema “Per una vita dignitosa delle donne!”, dopo aver rifiutato ogni proposta delle femministe locali, che negli anni scorsi avevano mobilitato grandi folle anche contro il volere delle autorità. Il raduno si è tenuto il 7 marzo, viglia della festa della donna, nel parco intitolato al Mahatma Gandhi al centro della principale metropoli del Paese.

A convocare in piazza le donne e la popolazione cittadina è stata un’attivista sociale, Bibinur Šeralieva, che non si era schierata con il movimento più radicale nella difesa dei diritti delle donne e ha trovato la formula giusta per ricevere l’approvazione dell’amministrazione. Nell’appello al raduno si specifica che “potremo presentare i problemi attuali delle donne nella nostra società, e le richieste necessarie per difendere la dignità della vita della donna”.

Il programma prevede interventi sui diritti delle donne e dei bambini nelle condizioni del divorzio, con le relative questioni degli alimenti e del mantenimento dei membri della famiglia, e più in generale si parlerà dei “valori e delle tradizioni famigliari”, considerando l’alto numero di divorzi nella società kazaca. Si tratta in sostanza di una formula di compromesso tra rivendicazioni e ammonizioni su diritti e doveri da rispettare.

La Šeralieva dirige il centro sociale Rakhim, che ha presentato il progetto Isker Isi per l’assistenza alle fasce più bisognose della popolazione, insistendo anche sul lavoro per le donne dopo i 50 anni, quando mancano ancora 10 anni alla pensione, ed è collegato al partito al potere Amanat, per cui si è anche candidata alle primarie preelettorali. Le femministe hanno reagito con forti critiche, dichiarando che “si oppongono rifiuti ad alcuni e si approvano altri, solo per permettere al regime di dimostrare chi comanda e decide le regole del gioco”.

Come commenta Ajgerim Kusajynkyzy, una delle organizzatrici delle manifestazioni dell’8 marzo negate dalle autorità, “vogliono permettere i raduni solo ai propri Gongo [sigla ironica per le organizzazioni non statali organizzate dallo Stato] per rubarci non soltanto gli spazi nei parchi cittadini, ma anche la fiducia degli stessi cittadini… molti non capiscono la differenza tra noi e questi nuovi animatori, i Gongo sono la morte lenta della democrazia”. Secondo Ajgerim “dei problemi delle donne devono poter parlare tutti, ma non con questi metodi”.

Diversi gruppi di attivisti, non solo femminili e non solo ad Almaty, cercano comunque la possibilità di scendere in piazza per parlare di “Libertà e sicurezza per le donne kazache”, anche dopo decine di rifiuti da parte delle autorità con la motivazione di “possibili minacce per la stabilità sociale”. Dall’inizio di febbraio si tengono picchetti individuali, o a piccoli gruppi, per chiedere la possibilità di manifestare.

Il presidente del Kazakistan, Kasym-Žomart Tokaev, ha cercato di ridurre le tensioni presiedendo un “Forum delle donne” ad Astana, dedicato ai 25 anni dall’istituzione della Commissione nazionale per le questioni della donna e della politica demografica presso l’Akorda, il palazzo presidenziale. La presidente della commissione e ministro della cultura, Aida Balaeva, ha moderato il Forum assicurando che “stiamo svolgendo un ruolo importantissimo per garantire la parità di genere in Kazakistan, per rafforzare l’istituto della famiglia e la difesa della maternità e dell’infanzia”.

La segretaria del partito Amanat, Šolpan Karinova, ha comunque ammesso che “ci sono ancora dei problemi in questo settore della nostra società”, mettendo l’accento sulla renitenza dei padri divorziati a pagare gli alimenti, e anche sui debiti delle famiglie che non si riescono a pagare in questa fase di incertezza economica. Ella ha però assicurato che il partito “ha già presentato alcuni progetti per elevare le conoscenze della popolazione in campo legislativo e finanziario”, sottolineando anche l’importanza di coinvolgere sempre più le donne nella politica, assicurando le quote di candidature femminili.

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