07/07/2026, 09.09
ASIA TODAY
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Anche l'Indonesia firma un accordo per i missili BrahMos indiani

Le notizie di oggi: il Pakistan vuole imporre la finanza islamica a tutte le banche nazionali. Dal 2021 ha chiuso l'80% dei centri di riabilitazione per tossicodipendenti in Afghanistan. Test missilistico cinese nel Pacifico. Hamas annuncia lo scioglimento del proprio governo. Hiroshima invita alle celebrazioni di quest'anno anche i familiari di una bambina iraniana della scuola di Minab. 

INDIA – INDONESIA

L’India fornirà all'Indonesia il sistema missilistico da crociera BrahMos e il missile aria-aria Astra, ha dichiarato martedì un funzionario del governo indiano. Il primo ministro indiano, Narendra Modi, è attualmente in visita nel Paese del Sud-est asiatico per la prima volta dal 2023. BrahMos, una joint venture indo-russa, ha già venduto i propri missili anche al Vietnam e alle Filippine. I due Paesi hanno inoltre firmato dei memorandum d’intesa per rafforzare le catene di approvvigionamento di acciaio e di terre rare e per favorire lo sviluppo del settore agricolo.

PAKISTAN

Il governo pakistano ha deciso di imporre a partire dal 2028 alle banche locali di operare secondo un modello pienamente conforme alla shari’a, la legge islamica, che tra le altre cose proibisce il pagamento di interessi. Tuttavia, il governo prevede di consentire alle banche di proprietà straniera di continuare a offrire sia servizi bancari convenzionali che islamici, una distinzione che, secondo gli esperti del settore, potrebbe creare una situazione di disparità.

AFGHANISTAN

Secondo il più recente rapporto delle Nazioni Unite sulla diffusione delle droghe nel mondo, in Afghanistan circa l’80% dei centri di trattamento per la tossicodipendenza ha chiuso dopo il ritorno al potere dei talebani nel 2021, a causa dei tagli ai finanziamenti, che hanno lasciato le strutture prive di medicinali, servizi diagnostici e personale. Prima del crollo del precedente governo, l'Afghanistan contava 92 centri di trattamento per la tossicodipendenza, di cui nove dedicati a donne e bambini.

CINA – PACIFICO

Ieri la Cina ha testato il lancio di un missile a lungo raggio nell’Oceano Pacifico, poche ore dopo che l’Australia ha firmato un nuovo patto di difesa con le isole Figi. Per Pechino si è trattato di una “parte di routine del programma militare annuale”, mentre Canberra ha accusato la Cina di “destabilizzare” la regione. Tuttavia la Cina aveva informato l’Australia dei suoi piani di condurre il test missilistico poche ore prima del lancio, ha dichiarato il ministro della Difesa, Richard Marles.

ISRAELE – GAZA

Hamas ha annunciato lo scioglimento dell’organo di governo aprendo la strada a un comitato tecnocratico che instaurerà un governo civile. Si tratta di un cambiamento significativo per Hamas, che governa la Striscia di Gaza dal 2007, e di una concessione del gruppo per far progredire i negoziati e il lavoro del Board of Peace, presieduto dal diplomatico Nickolay Mladenov.

GIAPPONE – IRAN

Un familiare di una delle 168 bambine iraniane uccise nel bombardamento israelo-americano del 28 febbraio contro la scuola di Minab è stato invitato alla cerimonia commemorativa per la pace di Hiroshima che si terrà ad agosto. Da oltre vent’anni, Moct, un’organizzazione no profit indipendente, invita alla cerimonia gli iraniani colpiti dalle armi chimiche utilizzate durante la guerra Iran-Iraq. La presidente dell’organizzazione, Shizuko Tsuya, ha dichiarato che 14 iraniani saranno presenti all’evento di commemorazione quest’anno.

RUSSIA

In Kazakistan si è riacceso il dibattito sui finanziamenti esteri destinati alle organizzazioni non governative: i parlamentari del Partito Popolare propongono un maggiore controllo sulle Ong, sostenendo che i finanziamenti stranieri potrebbero essere utilizzati per interferire negli affari interni del Paese. Rappresentanti della società civile e attivisti per i diritti umani definiscono queste accuse infondate, e mettono in guardia dal rischio di un aumento delle pressioni sulle organizzazioni indipendenti.

KAZAKISTAN

In Kazakistan si è riacceso il dibattito sui finanziamenti esteri destinati alle organizzazioni non governative: i parlamentari del Partito Popolare propongono un maggiore controllo sulle Ong, sostenendo che i finanziamenti stranieri potrebbero essere utilizzati per interferire negli affari interni del Paese. Rappresentanti della società civile e attivisti per i diritti umani definiscono queste accuse infondate, e mettono in guardia dal rischio di un aumento delle pressioni sulle organizzazioni indipendenti.

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