12/05/2005, 00.00
LIBANO
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Aoun, non permetteremo l’emarginazione del popolo libanese

Beirut (AsiaNews) - Non permetteremo che al posto di un Roustom Ghazale che decideva per tutto il Libano ci siano un Roustom Ghazale per ogni provincia.

Il generale Michel Aoun ha spiegato così, rievocando i poteri del generale a capo dei servizi segreti militari di Damasco, che componeva le liste elettorali, la sua opposizione a che le prossime elezioni si svolgano ancora con la legge elettorale elaborata nel 2000 dai siriani.« Il popolo libanese – ha detto in un'intervista ad AsiaNews - non accetti la marginalizzazione alla quale lo costringe quella legge ».

Il generale ha parlato ieri a Bkerke, al termine di un incontro con il patriarca maronita Nassrallah Sfeir, caduto all'indomani delle obiezioni alla legge elettorale sollevate dai vescovi del Paese dei cedri, secondo i quali la legge 2000 « viola la coesistenza islamo-cristiana ». « Noi – afferma Aoun – non ci sottometteremo mai a questa situazione e rifiutiamo le riunioni folcloristiche organizzate per mostrare scenari di alleanze che sono solo falsità ». Per questo egli ha chiamato il popolo a « restare mobilizzato per fermare questo tentativo di emarginarlo », ma non ha voluto spiegare quali azioni possano concretamente essere compiute. « la mia candidatura alle elezioni – ha aggiunto – si deciderà all'ultimo minuto ».

Gli « intrighi » dei componenti dell'opposizione sono stati evocati dal generale, nelle risposte ad alcune domande. « Che Fares Souaid – ha detto - si impegni sull'essenziale delle richieste dell'opposizione ; che prenda chiaramente posizione sulla legge elettorale del 2000 ». « Non c'e' più opposizione – ha aggiunto – né i lealisti. Ci sono persone che vogliono le riforme ed altre che sono per lo stato di fatto. Noi ci consideriamo come parte dei riformatori. Vogliamo riforme in campo politico, sociale ed amministrativo e, prima di tutto, combattere la corruzione che ha invaso l'amministrazione. Insistiamo per una resa dei conti, insistiamo per presentarci alle elezioni, là dove è possibile, sulla base di un programma e chiediamo al popolo di restare vigile ».

Il generale Aoun che ha infine definito « naturale » il fatto di essere andato a rendere visita al cardinale Sfeir, « per ringraziarlo dei suoi auguri in occasione del mio ritorno, dopo 15 anni di esilio », ha lasciato allo stesso Patriarca il compito di spiegare il contenuto del messaggio dei vescovi maroniti, nel quale si sono voluti vedere toni minacciosi. (JH)

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