27/07/2004, 00.00
pakistan - iraq
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Appello dei familiari per i pakistani rapiti

di Qaiser Felix

Islamabad (AsiaNews) – "Chiedo ai rapitori di liberare mio figlio. È musulmano e anche noi lo siamo. Dovrebbero liberarlo". È l'appello di Zarina Akhtar, la madre di Sajid Naeem, uno dei pakistani sequestrati in Iraq.

I due uomini rapiti sono Raja Azad, 49 anni, ingegnere, e Sajad Naeem, 29 anni, camionista, scomparsi da venerdì 23 luglio. In un video trasmesso lunedì 26 luglio dalla televisione in lingua araba Al-Jazeera, sono state mostrate le carte di identità, apparentemente degli ostaggi. Il gruppo di rapitori – che si sono chiamati "Esercito islamico in Iraq" - ha detto che gli uomini erano impiegati del gruppo Al-Tamimi di Baghdad, con sede in Kuwait.

I genitori del camionista hanno supplicato i rapitori di risparmiare la vita del figlio e di liberarlo. "Se lo liberano, lascerà l'Iraq. Non lavorerà più lì", ha detto Mohammed Naeem, 56 anni, il padre di Sajid Naeem. Anche Perveen Kausar, 40 anni, la moglie di Raja Azad, ha chiesto tra le lacrime il rilascio di suo marito: "Non sappiamo dov'è. Ma se è stato rapito, dovrebbe essere liberato. Non ha fatto niente di male. Era andato in Iraq per guadagnare dei soldi per la famiglia". I parenti degli ostaggi hanno anche chiesto al presidente Pervez Musharraf e al primo ministro Chaudhary Shujaat Hussain di prendere misure appropriate per l'incolumità e il rilascio dei prigionieri.

Intanto, Ansar Burney, avvocato che si occupa di diritti umani e civili, ha chiesto ai rapitori la liberazione immediata dei due ostaggi. In una dichiarazione rilasciata a Islamabad, il responsabile dell'organizzazione per i diritti umani Ansar Burney Welfare Trust International and Prisoners Aid Society ha detto di essere pronto a pagare qualsiasi somma per  il rilascio dei prigionieri, chiedendo ai terroristi di non decapitare degli innocenti.

Amjad Hafeez, il camionista pakistano rapito lo scorso giugno e poi liberato, ha sollecitato il presidente Musharraf a chiudere l'ambasciata pakistana in Iraq ed a vietare a tutti i pakistani di recarsi nel Paese, chiedendo ai suoi connazionali di non andare a lavorare in Iraq. Ma il primo ministro ha detto che Pakistan e Arabia Saudita hanno raggiunto un accordo sull'invio delle truppe in Iraq, dopo consultazioni con altri Paesi musulmani a seguito della sua visita ufficiale di quattro giorni in Arabia Saudita. (QF)

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