27/03/2026, 11.54
VATICANO - INDONESIA
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Bahasa nuova lingua ufficiale dei media vaticani: firmato l'accordo

di Mathias Hariyadi

L'intesa firmata all'Ambasciata della Repubblica d'Indonesia presso la Santa Sede a Roma. La lingua ufficiale di Giacarta è la 57esima del portale d'informazione Vatican News. Risultato di un tenace lavoro diplomatico, rivitalizzato dalla visita di papa Francesco nel 2024. Nuova opportunità per diffondere nel mondo le tradizioni indonesiane. 

Roma (AsiaNews) - Il 25 marzo 2026, giorno dell’Annunciazione del Signore, è stato firmato un accordo di cooperazione che ha portato il bahasa, lingua ufficiale dell’Indonesia, a diventare la 57esima lingua ufficiale di Vatican News, il portale d’informazione ufficiale della Santa Sede. La firma è avvenuta nell’Ambasciata della Repubblica di Indonesia presso la Santa Sede a Roma, segnando una tappa diplomatica fondamentale. 

Questo traguardo è infatti molto più dell’aggiunta di un’altra lingua a un portale di notizie. È il frutto di un lungo percorso, caratterizzato da una diplomazia tenace, da un silenzioso impegno e da un profondo desiderio che la voce della Chiesa e il volto dell’Indonesia fossero più presenti a livello globale, rimarcando il legame che il Vaticano continua a coltivare coi Paese dell’Asia. 

All’incontro erano presenti l’Ambasciatore dell’Indonesia presso la Santa Sede, Michael Trias Kuncahyono; il presidente della Commissione per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Indonesiana (KWI), mons. Agustinus Didik Budi Utomo; e due rappresentanti dell’Associazione Giornalisti Cattolici Indonesiani (PWKI): AM Putut Prabantoro, Mayong Suryolaksono, Ovier e Jumartana.

L’idea di introdurre il bahasa indonesiano su Vatican News era in cantiere da anni. Fin dal 2022, PWKI si era chiesta perché una lingua parlata da centinaia di milioni di persone non fosse ancora inclusa nelle pubblicazioni ufficiali del Vaticano. La richiesta è quindi entrata nei canali diplomatici. L’ex ambasciatore dell’Indonesia presso la Santa Sede, Amrih Jinangkung, è stato uno dei principali pionieri dell’accordo, prima che il testimone passasse al suo successore.

Con un dialogo costante - arrivando persino a “sollecitare gentilmente” il Dicastero per la Comunicazione in ogni incontro - la strada si è finalmente aperta. Lo slancio della visita di papa Francesco in Indonesia nel settembre 2024, così come il 75esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Indonesia e Santa Sede nel 2025 e lo spirito dell’Anno Giubilare 2025 sulla speranza, hanno contribuito a giungere alla firma dell’accordo. 

Per la Chiesa cattolica in Indonesia, questo passo ha un significato che va ben oltre le questioni linguistiche di natura tecnica. Secondo il vescovo Didik, la presenza del bahasa offre ai fedeli un accesso più ampio alla comprensione della vita della Chiesa universale, senza barriere linguistiche. Dai villaggi più remoti alle grandi città, i cattolici possono ora seguire messaggi del papa, insegnamenti della Chiesa ed eventi mondiali nella loro lingua madre. Infatti, il portale Vatican News non solo trasmette informazioni: contribuisce a costruire un’immagine della Chiesa pacifica, non provocatoria, impegnata nei valori umani universali.

Per il governo indonesiano, questo risultato rappresenta anche un passo strategico nella diplomazia globale. Con la rete diplomatica della Santa Sede che si estende in più di 180 paesi, la presenza del bahasa apre nuove opportunità per presentare l’identità dell’Indonesia - cultura, valori nazionali e lo spirito del Bhinneka Tunggal Ika (unità nella diversità) - alla comunità internazionale. “La lingua collega e informa le nazioni”, ha detto Trias. 

Attraverso Vatican News, le storie dall’Indonesia - dalle tradizioni come il Festival della Semana Santa nella diocesi di Larantuka, alla vita di fede nelle zone remote - possono ora raggiungere un pubblico globale. Sebbene l’accordo di cooperazione sia stato firmato, il vero lavoro è appena agli inizi. La Conferenza Episcopale Indonesiana, insieme ai propri partner, metterà a punto redazioni, traduttori e infrastrutture tecniche per garantire il corretto funzionamento del canale in lingua indonesiana. 

Anche i fedeli possono contribuire a questa diffusione con i loro scritti. Nel quadro futuro, il coinvolgimento dei fedeli - in particolare giornalisti e collaboratori - avrà un ruolo importante nel dare vita a questo canale. I contenuti si concentreranno sui valori universali: pace, giustizia, dialogo interreligioso e storie umane.

“La sfida più grande che ci attende non è semplicemente introdurre la lingua indonesiana, ma garantire che rimanga viva: attiva, rilevante e significativa”. Il vescovo Didik ha sottolineato che i media della Chiesa devono diventare il “volto e la voce” che porta la verità e la pace in un mondo spesso pieno di informazioni che creano divisione. Per l’ambasciatore Trias, la firma segna un primo passo.

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