19/11/2013, 00.00
BANGLADESH
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Bangladesh, la Chiesa festeggia la nuova parrocchia di Kodbir

di Michele Brambilla
Il Nunzio apostolico George Kocherry, il vescovo Sebastian Tudu e il superiore regionale del Pime, p. Franco Cagnasso, hanno partecipato alla cerimonia. Grande gioia e festa tra i tribali Santal, l’etnia predominante nella comunità locale. L’invito a pregare per le vocazioni.

Kodbir (AsiaNews) - Danze tribali, canti, lavanda dei piedi e una messa solenne hanno segnato l'erezione del sotto centro di Kodbir a parrocchia. P. Michele Brambilla, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), racconta ad AsiaNews l'emozione e la gioia della popolazione locale, di etnia Santal. Mons. George Kocherry, il nuovo Nunzio apostolico in Bangladesh, ha presieduto la liturgia, invitando i fedeli a "pregare per le vocazioni" e a "non ostacolare una chiamata da parte del Signore". Di seguito, la letta inviata da p. Brambilla.

Carissimi amici,

il giorno tanto atteso è arrivato. Da sabato 16 novembre 2013 il sotto centro di Kodbir è diventato parrocchia a tutti gli effetti. Non vi nascondo la mia gioia e quella di tutta la comunità cristiana per questo evento. Ospite d'onore è stato l'Arcivescovo George Kocherry, Nunzio Apostolico in Bangladesh. Lui, insieme al nostro Vescovo Sebastian Tudu e al superiore del Pime in Bangladesh padre Franco Cagnasso, sono stati accolti dal parroco, sacerdoti, suore e fedeli della parrocchia di Dhanjuri a cui il sottocentro faceva riferimento. Loro hanno accompagnato gli ospiti per un pezzo di strada e poi hanno consegnato il sottocentro nelle mani del Vescovo. Segno che il loro compito era terminato e che la comunità di Kodbir poteva camminare da sola.

Con danze tribali gli ospiti sono stati accompagnati fino al palco dove è avvenuta l'accoglienza secondo le tradizione Santal, lavanda dei piedi e dono di una ghirlanda di fiori. Al termine la prima sorpresa della giornata, il Nunzio chiede di parlare alla gente e alla fine del suo intervento fa dono alla comunità di un calice e della patena con cui abbiamo celebrato la S. Messa. Il Nunzio ci tiene a ricordare che è un dono del Santo Padre il quale è a conoscenza della erezione della nuova parrocchia. Terminata l'accoglienza mi stavo preparando per la celebrazione eucaristica ed ecco la seconda sorpresa: il Vescovo mi chiama e mi dice che insieme al Nunzio consacreranno l'attuale chiesa di Kodbir. Prepariamo il tutto velocemente e diamo avvio alla Santa Messa presieduta dal Nunzio coadiuvato dal Vescovo e concelebrata da una quarantina di sacerdoti tra cui preti locali, padri del Pime e saveriani. Erano presenti alla celebrazione i fratelli della santa Croce, del Tor, un folto numero di suore del Pime, le suore missionaria coreane e moltissimi fedeli.

Durante l'omelia il Nunzio ha ricordato il cammino di conversione di san Paolo, la sua fede e il lavoro di evangelizzazione da lui svolto. Ha ricordato anche l'importanza della famiglia e del ruolo fondamentale che ha all'interno della società terminando poi con un invito a pregare per le vocazioni in particolare per la nostra diocesi e invitando i genitori a non ostacolare una chiamata da parte del Signore ai loro figli.

Dopo l'omelia il cancelliere diocesano padre Marcus Murmu ha letto il decreto di erezione della parrocchia che prende il nome di Conversione di San Paolo Apostolo, e la nomina a parroco del sottoscritto. A seguire la consacrazione della chiesa e la benedizone della statua di san Paolo posta all'ingresso della chiesa stessa.

Al termine della celebrazione tutti i fedeli hanno ricevuto una immaginetta raffigurante San Paolo a ricordo di questa storica giornata. A seguire il pranzo servito a tutti i presenti a base di riso, maiale, pollo e lenticchie. Dopo il pranzo uno spettacolo di danza e canti preparato dai giovani di diversi villaggi ha intrattenuto i numerosi presenti per circa due ore.

Anche questa giornata resterà un bel ricordo che ci accompagnerà nel nostro cammino missionario. Tutti noi siamo consapevoli del nuovo compito che ci attende nel costruire insieme una comunità fondata sull'unità, la pace e l'amore di Dio.

Un abbraccio a tutti 















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