19/01/2024, 13.20
PAKISTAN
Invia ad un amico

Belucistan, Islamabad vuole la calma e guarda alle sue elezioni

di Alessandra De Poli

Secondo Iftikhar Firdous, fondatore della testata Khorasan Diary, dopo lo scambio di missili con l'Iran c'è stato un immediato calo della tensione. La regione interessata è marginale per gli equilibri politici interni pachistani. Ma la popolazione beluci da mesi protesta contro il governo, che non riesce a risolvere i problemi legati alla sicurezza, legati invece al vicino Afghanistan.

Islamabad (AsiaNews) - Teheran e Islamabad sembrano aver fatto pari e patta dopo lo scambio di missili dei giorni scorsi. Diverse analisi hanno sottolineato come in entrambi i casi si sia trattato di una dimostrazione di forza per i propri cittadini in vista delle prossime elezioni, che si terranno quest’anno in entrambi i Paesi. Mentre in Iran si voterà a marzo, i cittadini saranno chiamati alle urne fra meno di un mese: “Se la situazione tra Iran e Pakistan fosse peggiorata, l’attuale governo provvisorio avrebbe potuto decidere di rinviare le elezioni già fissate per l'8 febbraio, ma c’è già stata una de-escalation”, ha detto ad AsiaNews Iftikhar Firdous, fondatore della testata Khorasan Diary, che riunisce giornalisti e ricercatori, e visiting professor all’Università Quaid e Azam di Islamabad. 

“Il Belucistan, come la regione del Khyber Pakhtunkhwa, dove si verificano la maggior parte degli attentati in Pakistan, non è politicamente importante", ha specificato l’esperto, spiegando che il processo elettorale andrà con ogni probabilità avanti come previsto, nonostante nell’ultimo anno in Pakistan si sia registrato un aumento della violenza, con circa 1.000 persone uccise nel 2023

Il Belucistan pakistano (perché geograficamente si tratta di una regione divisa anche con l’Iran e l’Afghanistan) è “la più grande provincia del Paese ma la meno popolata, ed è abitata da popolazioni di etnia pashtun - la stessa da cui provengono i talebani dell’Afghanistan - e di etnia beluci”, ha continuato Firdous. “Il governo pakistano racconta da sempre che l’insurrezione nelle aree beluci è guidata dall’India, che nella regione è visto come il principale rivale”. Nel 2016 un cittadino indiano, Kulbhushan Jadhav, era stato arrestato con l’accusa di spionaggio e condannato a morte dalla Corte marziale generale del Pakistan, ma la Corte penale internazionale ha poi sospeso la condanna, chiedendo a Islamabad di rivedere l’intero processo. 

In realtà, i gruppi indipendentisti di etnia beluci combattono per un loro Stato indipendente (che riunisca anche i territori all’interno dei confini iraniani e afghani) dal 1948. Due sono i gruppi principali, il Fronte di liberazione del Belucistan (BLF) e il l’Esercito di liberazione del Belucistan (BLA), “anche se dal 2018 è emerso un gruppo chiamato BRAS, una sigla che sta per ‘Consorzio delle organizzazioni separatiste beluci’”, ha aggiunto il ricercatore. “E negli ultimi anni, oltre agli obiettivi legati allo Stato pakistano, questi gruppi hanno cominciato a prendere di mira anche gli investimenti cinesi legati al Corridoio economico tra Cina e Pakistan”, un progetto legato alla Belt and Road Initiative che vale decine di miliardi di dollari.

In Belucistan, quindi, Islamabad si trova a fronteggiare una pletora di gruppi considerati terroristici che, per ragioni diverse, hanno come unico obiettivo lo Stato pakistano. È per questo che la repressione da parte dell’esercito è così dura in quest’area. Ancora oggi la popolazione beluci locale prova un certo risentimento nei confronti del governo pakistano, sentendosi trascurata in termini di sviluppo (il Belucistan è la regione più economicamente arretrata del Pakistan nonostante sia ricca di risorse, in particolare di gas) e rappresentanza politica. 

“Ci sono due proteste in corso in Belucistan”, ha proseguito Iftikhar Firdous. “Una, che ha portato centinaia di manifestanti a Islamabad ed è stata organizzata in risposta alle sparizioni forzate compiute dall’esercito per combattere l’insurrezione armata. La seconda riguarda invece la possibilità per gli afghani di attraversare liberamente il confine e scambiare merci: da quando il governo ha imposto l’obbligo di possedere un visto e un passaporto, i commercianti, appartenenti a tribù divise solamente dal confine, hanno iniziato a protestare”. E si tratta di una protesta che va avanti da circa tre mesi. Tuttavia il governo pakistano non sembra avere intenzione di cedere: da una settimana il valico di frontiera di Torkham, in Afghanistan, è chiuso ai camion perché i conducenti afghani non hanno con sé visto e passaporto. 

Nonostante il sistema di visti fosse già stato in parte introdotto nel 2014, per Islamabad risulta ora più necessario che mai per garantire la sicurezza, perché è in Afghanistan che i Tehreek-e Taliban Pakistan (i talebani pakistani o TTP) si trovano: “Sono stati pubblicati diversi video che mostrano i combattenti dei TTP in Afghanistan che utilizzano attrezzature NATO abbandonate dalla coalizione a guida statunitense dopo il ritiro delle proprie forze armate ad agosto 2021. Non sono così nascosti, al contrario. Ma i talebani non possono intervenire e non lo faranno per una serie di ragioni”, ha commentato l’analista. “In primis perché i talebani afghani avevano ricevuto ospitalità dai TTP in Pakistan durante la guerra in Afghanistan. Inoltre, anche se parliamo di gruppi distinti, si tratta di persone della stessa etnia legate da relazioni familiari e tribali. E infine perché nel sistema tribale, una volta che si giura fedeltà come i TTP hanno fatto con i ‘cugini’ afghani, non ci si può rimangiare la parola”.

Una situazione complicata per il governo pakistano, che potrebbe trovarsi ad affrontare un nuovo ulteriore aumento della violenza nelle prossime settimane. “Ma gli attentati si registrano quasi esclusivamente nel Khyber Pakhtunkhwa e nel Belucistan, quindi territori circoscritti”, ha spiegato Firdous. “Nulla di nuovo, quindi, né per il governo né per l’esercito. Quella odierna è una situazione molto diversa rispetto alle elezioni del 2013, quando gli attentati colpivano grandi città. Finché i gruppi armati del Belucistan non otterranno la presa su un territorio geografico, per Islamabad si tratta di ordinaria amministrazione”.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Belucistan, il crocevia di tensioni e affari al centro dello scontro tra Iran e Pakistan
18/01/2024 14:19
Tra Kabul e Islamabad la frontiera calda del terrorismo
26/03/2024 12:23
Attentati in Pakistan: i talebani rigettano accuse
09/08/2023 14:02
Kabul e Islamabad vogliono trasferire a nord i talebani pakistani: si temono tensioni etniche
04/07/2023 10:04
Khyber Pakhtunkhwa: escalation di attacchi da parte dei talebani pakistani
02/12/2022 14:05


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”