Benazir Bhutto nella Magnifica Humanitas: la gioia dei cattolici pachistani
Tra i modelli di figure pubbliche che hanno promosso la grandezza dell'essere umano Leone XIV nella sua enciclica cita anche la prima donna premier della storia del Pakistan, musulmana, assassinata nel 2007 a Rawalpindi. la gratitudine della comunità locale: "Un ponte tra la nostra identità nazionale e la nostra fede. E il programma a lei dedicato qui sostiene ancora milioni di donne".
Karachi (AsiaNews) - Una donna musulmana pachistana citata dal papa in un’enciclica tra gli esempi di quelle persone che cambiano la storia prendendo davvero sul serio la salvaguardia della dignità di tutti. Tra i tanti spunti offerti da Leone XIV in Magnifica Humanitas ce n’è anche uno che ha reso particolarmente felice tanti cattolici pachistani. Al numero 124, in un passaggio dedicato alle figure che hanno mostrato la grandezza dell’essere umano, il pontefice accanto a figure come Martin Luther King, Nelson Mandela e Madre Teresa di Calcutta ha scelto di citare anche Benazir Bhutto, la prima donna premier della storia del Pakistan uccisa nel 2007 a Rawalpindi mentre era in campagna elettorale per tornare a guidare il Paese dopo dieci anni di esilio volontario.
P. Shahzad Arshad, direttore della Commissione cattolica per la Giustizia e la Pace dell’arcidiocesi di Karachi, ha espresso la sua gioia ad AsiaNews per questa menzione: “Benazir Bhutto è stata una delle leader politiche più influenti nella storia del Pakistan. È ricordata per i suoi sforzi nel rafforzare la democrazia e migliorare i diritti delle donne in Pakistan. Durante il suo mandato si concentrò su sanità, istruzione e programmi di assistenza sociale. Ha incoraggiato le donne a partecipare alla politica e alla vita pubblica, ispirando milioni di persone nel Paese e nel mondo”. P. Shahzad ricorda anche il suo sostegno a politiche che incoraggiavano la rappresentanza di cristiani, indù, sikh e altri gruppi minoritari nella politica e nelle istituzioni governative. “Condannò apertamente l’estremismo religioso e mise in guardia contro i pericoli dell’intolleranza nella società, anche se questo le attirò critiche dagli ambienti conservatori”.
Michelle Chaudhary, direttrice della Cecil and Iris Foundation, aggiunge: “Come donna cattolica pakistana, sentire che il papa ha citato Benazir Bhutto nella sua enciclica mi ha riempito di profonda emozione e orgoglio. Benazir Bhutto forse non era perfetta, ma per molti di noi che crediamo che il Pakistan appartenga a persone di ogni fede e provenienza, ha simboleggiato coraggio, dialogo e speranza. Per i cattolici pakistani in particolare, questo riconoscimento appare come un ponte tra la nostra identità nazionale e la nostra fede. Dice che anche le nostre storie contano”.
Anche Anthony Naveed, speaker ad interim dell’Assemblea del Sindh, ha dichiarato ad AsiaNews di “apprezzare profondamente il generoso riconoscimento da parte di papa Leone XIV della lotta, del coraggio e dell’eredità democratica della martire Benazir Bhutto. La sua menzione accanto a leader rispettati a livello mondiale riflette l’impatto duraturo della sua visione e del suo sacrificio”. Per la deputata provinciale Fouzia Hameed con questa scelta il pontefice rafforza “l’armonia interreligiosa e l’unità nazionale in Pakistan”.
Nabila Feroz Bhatti, nota scrittrice e attivista per i diritti umani, ricorda ad AsiaNews: “Quando incontrai per la prima volta Benazir Bhutto, era appena tornata dall’esilio. All’epoca ero una studentessa e, fin da quel momento, iniziai ad ammirarla, a seguire il suo percorso e a considerarla il mio modello di riferimento. Osservai da vicino i suoi sforzi e la sua determinazione, specialmente il modo in cui rilanciò il partito dopo la morte del padre Zulfikar Ali Bhutto. Grazie a un immenso lavoro e alla perseveranza, divenne la prima donna a guidare il governo del Pakistan. Introdusse diverse iniziative rivoluzionarie per le donne ed era estremamente chiara riguardo agli effetti divisivi delle leggi sulla blasfemia: il suo stesso martirio costituisce una testimonianza della sua posizione contro l’estremismo. Ancora oggi il Benazir Income Support Programme rimane il più grande programma di assistenza sociale del Paese, sostenendo direttamente milioni di donne”.
“Papa Leone nella Magnificata Humanitas afferma chiaramente che dobbiamo rialzarci per sconfiggere le forze del male – conclude p. Bonnie Mendes -. E sono stato felice di vedere tra i nomi di grandi leader mondiali quello di Benazir Bhutto. In una società come quella pakistana dominata dagli uomini, lei sfidò coraggiosamente le forze che le erano contrarie. Al culmine del regime militare, nel 1986, tornò nel Paese. Chiunque ha visto l’enorme folla nelle strade di Lahore in quel giorno rimase pieno di ammirazione per il suo coraggio e la sua saggezza. Papa Leone ha capito che, attraverso i suoi movimenti e le sue azioni, Benazir Bhutto ha dato alle donne pakistane il coraggio di compiere i passi necessari per diventare leader. Fu assassinata mentre pronunciava un coraggioso discorso a Rawalpindi, ma ha lasciato un cammino da seguire per gli altri”.
Foto: Wikipedia
10/05/2025 08:44





