29/12/2020, 14.24
VATICANO
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C’è una responsabilità morale ad accettare il vaccino

Una nota della Commissione vaticana per il Covid-19 e della Pontificia accademia per la vita. “Il rifiuto del vaccino può costituire anche un rischio per gli altri”. Il documento ricorda ai leader mondiali che i vaccini devono essere forniti a tutti in modo giusto ed equo, dando priorità a coloro che ne hanno più bisogno.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Esiste una “responsabilità morale” di fronte alla vaccinazione contro il Covid-19, legata alla “stretta interdipendenza tra salute personale e salute pubblica”. Lo afferma una nota della Commissione vaticana per il Covid-19 e della Pontificia accademia per la vita diffusa oggi.

Il documento ricorda ai leader mondiali che i vaccini devono essere forniti a tutti in modo giusto ed equo, dando priorità a coloro che ne hanno più bisogno. Facendo eco al recente messaggio di Natale Urbi et Orbi di Papa Francesco, il documento invita i leader mondiali a resistere alla tentazione di aderire ad un “nazionalismo dei vaccini”, esortando gli Stati nazionali e le imprese a cooperare – e non a competere – tra di loro.

“Il Covid-19 – si legge nella Nota - sta intensificando una triplice minaccia di crisi simultanee ed interconnesse a livello sanitario, economico ed ecologico-sociale, con gravi ripercussioni sui più poveri e vulnerabili. Mentre ci muoviamo verso una ripresa giusta, dobbiamo assicurarci che le cure immediate per le crisi diventino passi fondamentali per una società più giusta, con sistemi inclusivi e integrati. Intraprendere le azioni immediatamente necessarie per rispondere alla pandemia, avendo in mente anche i suoi effetti sul lungo periodo, è importante perché possa aver luogo una “guarigione” globale e rigenerativa. Se infatti le risposte si limiteranno unicamente al piano organizzativo e gestionale, senza riesaminare quelle premesse che ci hanno condotto alle attuali difficoltà, rendendoci tutti disponibili a una vera e propria conversione, non avremo quelle trasformazioni della società e del mondo di cui abbiamo assoluta necessità (cfr Fratelli Tutti, 7)”.

Un accesso “giusto ed universale ai vaccini” è oggetto dei 20 punti nei quali è suddiviso il documento che affronta le problematiche e le priorità emergenti nelle diverse tappe del processo del vaccino, dalla ricerca e lo sviluppo fino ai brevetti e allo sfruttamento commerciale, passando per l’approvazione, la distribuzione e l’amministrazione.

Ribadito l’essenziale ruolo dei vaccini per sconfiggere la pandemia, non solo per la salute personale individuale, ma per proteggere la salute di tutti, la Commissione Vaticana Covid-19 e la Pontificia Accademia per la Vita ricordano ai leader mondiali che i vaccini devono essere forniti a tutti in modo giusto ed equo, dando priorità a coloro che ne hanno più bisogno.

Sulla responsabilità morale di sottoporsi alla vaccinazione, “occorre ribadire come questa tematica implichi anche un rapporto tra salute personale e salute pubblica, mostrandone la stretta interdipendenza. Alla luce di questo nesso, riteniamo importante che si consideri al riguardo la presa di una decisione responsabile, atteso che il rifiuto del vaccino può costituire anche un rischio per gli altri. Ciò vale anche qualora, in assenza di alternativa, la motivazione fosse di evitare di trarre benefici dagli esiti di un aborto volontario”. Quesito affrontato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede per la quale l’utilizzo dei vaccini “si può ritenere, a precise condizioni, ‘moralmente accettabile’”.

Il rifiuto “potrebbe aumentare seriamente i rischi per la salute pubblica. Infatti, da un lato, si troverebbero più esposte alle infezioni quelle categorie di soggetti che non possono essere vaccinati (es. immunosoppressi) e che quindi, per evitare il rischio di contagio, possono contare solo sulla copertura vaccinale altrui (e sull’immunità di gregge). Dall’altro, l’ammalarsi determina un aumento dei ricoveri con conseguente sovraccarico per i sistemi sanitari, fino a un possibile collasso, come sta accadendo in diversi Paesi durante questa pandemia, ostacolando l'accesso all'assistenza sanitaria, ancora una volta a spese di chi ha meno risorse. Anche i vescovi di Inghilterra e Galles hanno recentemente ribadito che è necessario accogliere il vaccino non solo per la propria salute, ma anche in nome della solidarietà con gli altri, specialmente i più vulnerabili”.

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