11/12/2015, 00.00
THAILANDIA
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Cardinale di Bangkok: Nel Giubileo riscopriamo confessione e opere di misericordia spirituali

di Weena Kowitwanij
Nella lettera pastorale inviata a tutti i cattolici thailandesi, il card. Kovithavanij sottolinea il “dono speciale” di papa Francesco, ovvero la possibilità per ogni diocesi di aprire una propria Porta santa. E invita i fedeli a tornare al sacramento della riconciliazione e alle opere di misericordia: “Tutti capiamo l’importanza di quelle materiali, ma quelle spirituali sono fondamentali”.

Bangkok (AsiaNews) – Il Giubileo inaugurato da papa Francesco “sia una chiamata per tutti i fedeli a ritornare alla confessione, necessaria per l’indulgenza, e alla pratica delle opere di misericordia. Noi tutti siamo consapevoli dell’importanza di quelle materiali, mentre comprendiamo meno quelle spirituali. Eppure sono queste ultime quelle di cui abbiamo più bisogno”. Lo scrive l’arcivescovo di Bangkok, card. Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, nella lettera pastorale inviata ai fedeli della capitale thai in occasione dell'Anno Santo.

Come ogni altra diocesi del mondo, anche Bangkok aprirà la sua Porta santa il prossimo 13 dicembre: “Si tratta di un dono speciale del papa. Nella tradizione cattolica, infatti, sono sette le cattedrali al mondo con una Porta santa: quattro sono le basiliche papali di Roma; poi quella del santuario di san Giovanni Maria Vianney, patrono dei sacerdoti; quella di Santiago di Compostela e infine quella del Quebec canadese. Ma la possibilità di varcare la Porta in ogni diocesi è speciale e caratterizza questo Anno Santo”.

Per ottenere l’indulgenza, ricorda il presule, “è però necessario accostarsi al sacramento della riconciliazione. A nome della Conferenza episcopale thailandese e dei miei fratelli vescovi, vorrei invitare ogni cattolico a confessarsi almeno una volta durante questo Giubileo. Allo stesso modo, vi invito di cuore a praticare le opere di misericordia cui quest’anno è dedicato”.

Tutti noi, conclude il card. Kovithavanij, “siamo ben consapevoli dell’importanza di quelle materiali. Dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, consolare i carcerati… Cristo ci ha chiesto di riconoscere il Suo corpo in tutti coloro che soffrono. Ma anche se non lo comprendiamo con facilità, anche le opere di misericordia spirituali sono fondamentali per noi. Portare Gesù a chi non lo conosce, istruire gli ignoranti, consigliare i dubbiosi sono atti importantissimi. Dobbiamo praticare con la nostra vita queste indicazioni, da veri discepoli del Signore”. 

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