Cebu, nuovo rifugio corallino sostenuto dalla Chiesa protegge mari e pescatori
Il 6 aprile a Bantayan installate strutture artificiali per ripristinare la biodiversità marina e sostenere un modello di gestione responsabile del mare. Il progetto è promosso dall’arcivescovo Alberto S. Uy e dalla Caritas di Cebu. Creati habitat per i pesci e rafforzati mezzi di sussistenza locali, in linea con gli insegnamenti dell'enciclica Laudato Si’.
Manila (AsiaNews) - Ieri, 6 aprile 2026, è stato installato con successo un rifugio di corallo artificiale per pesci nelle acque dell’isola di Bantayan, a Cebu, nelle Filippine centrali. Il progetto mira a ripristinare la biodiversità marina, sostenere mezzi di sussistenza sostenibili per i pescatori e proteggere l’ambiente per le generazioni future, a riprova della cura della Chiesa verso il Creato.
Il rifugio è divenuto realtà grazie alla guida dell’arcivescovo di Cebu, Alberto S. Uy, all’iniziativa visionaria e al generoso sostegno dell’imprenditore Wellington Chanlim, e al forte sostegno di Cebu Caritas, con Alex K. Cola Jr., direttore esecutivo, Jimmy M. Tolentin, direttore dei programmi dell’organizzazione, tutto lo staff e la Caritas parrocchiale. Nonché grazie ai sacerdoti dell’arcidiocesi di Cebu, le amministrazioni locali, la Polizia Nazionale Filippina, la Guardia Costiera e i pescatori.
“La Chiesa, insieme ai suoi partner, si prende cura del Creato per il bene dei mari e delle comunità”, ha affermato l’arcivescovo Uy. Più che un semplice impegno marino, questo progetto rappresenta una chiara risposta alla necessità di prendersi cura dell’ambiente. Il ripristino della biodiversità marina crea habitat sicuri per i pesci, rafforza i mezzi di sussistenza dei pescatori e costituisce un modello di gestione responsabile del mare.
Nel coltivare la vita sott’acqua, la Chiesa afferma la sua missione di salvaguardare il Creato di Dio, assicurando che la sua ricchezza e bellezza possano continuare a sostenere e ispirare le generazioni future. Le strutture coralline artificiali sono progettate per offrire ai pesci un habitat in cui vivere e riprodursi, contribuendo così a ripristinare i danni degli ultimi anni dalla pesca eccessiva e dal degrado ambientale.
I leader religiosi hanno affermato che il programma coniuga la tutela dell’ambiente con l’aiuto alle persone per uscire dalla povertà. Il miglioramento degli stock ittici potrebbe andare a beneficio delle famiglie di pescatori che già devono affrontare difficoltà finanziarie e di sicurezza alimentare. Questa iniziativa è stata ispirata dalla Laudato Si’, l'enciclica di papa Francesco che invita il mondo a proteggere il pianeta e le persone più vulnerabili.






