30/08/2021, 12.05
INDIA
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Chhattisgarh, un centinaio di estremisti indù attaccano un pentecostale

di Nirmala Carvalho

La violenza è opera di movimenti radicali vicini alla destra. A scatenare l’attacco la falsa accusa di proselitismo. Nel mirino un pastore di 25 anni e la sua famiglia. Presidente Gcic: “Atti deliberati di violenza, anche contro le donne”. Strappate scritture e libri sacri, feriti “i sentimenti religiosi” dei cristiani. 

Delhi (AsiaNews) - Nuova violenza contro i cristiani in India, dove un pastore di una chiesa pentecostale ha subito un attacco brutale sferrato da oltre 100 radicali indù. Come spiega ad AsiaNews l’attivista Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), l'assalto è avvenuto ieri nel villaggio di Polmi, una zona rurale del distretto di Kabirdham, nello Stato del Chhattisgarh.

Dietro alle violenze nei confronti del 25enne Kawalsingh Paraste vi sarebbe “la falsa accusa di aver promosso attività finalizzate alla conversione”. Una nota della polizia, intervenuta poco dopo nel luogo dell'attacco, spiega che gli assalitori “hanno devastato la proprietà e malmenato la famiglia del pastore”. 

Mohit Garg, sovrintendente della polizia di Kabirdham, riferisce che “subito dopo aver ricevuto la chiamata di allerta, una squadra si è diretta con la massima urgenza sul posto. Secondo le informazioni preliminari - prosegue il poliziotto - un centinaio di persone hanno fatto irruzione nella sua casa e ha danneggiato oggetti di culto e utensili domestici, strappando le sacre scritture”. La folla, conclude il funzionario, ha “picchiato il pastore Paraste e malmenato anche i suoi familiari, donne comprese, per poi fuggire”. 

Le forze dell’ordine hanno aperto un’inchiesta, ma a oltre 24 ore di distanza dall’assalto non ci sono indiziati e la vicenda, come altre in passato riguardanti attacchi contro cristiani e altre minoranze, rischia di concludersi con un nulla di fatto. Da qui la condanna durissima di George, il quale denuncia una volta di più l’escalation di “violenza, discriminazione e negazione della libera pratica del culto”. 

“L’India è una nazione laica, ma gli indiani in special modo nel Chattisgarh sono soliti subire episodi di violazione della libertà religiosa”. Gli estremisti, spiega il presidente del Gcic, “hanno fatto irruzione in casa, commesso atti deliberati di violenza anche contro le donne e ferito nel profondo i nostri sentimenti religiosi, strappando scritture e libri sacri. La popolazione cristiana indiana - conclude l’attivista - è solo un minuscolo 2,3%, il che dimostra quanto le denunce e le accuse di conversione degli indù siano in realtà solo misera propaganda”. 

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