04/08/2022, 09.38
TURCHIA
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Cimiteri cristiani, ebrei e yazidi profanati da minorenni ed estremisti

A metà luglio devastate tombe e lapidi ebraiche ad Haskoy, sobborgo di Istanbul. In precedenza erano finiti nel mirino campisanti cristiani a Mardin e Van. Esumate salme di fedeli yazidi e sepolte di nuovo secondo la tradizione islamica. Fra gli autori delle profanazioni anche giovanissimi di 11 e 13 anni. Parlamentare armeno: mentalità che ha “riempito di odio i bambini”. 

Istanbul (AsiaNews) - Abusi e violazioni a sfondo confessionale in Turchia non risparmiano nemmeno i morti, come confermano i casi crescenti di attacchi contro cimiteri in cui sono sepolti esponenti delle minoranze religiose, soprattutto cristiani, ebrei e yazidi. Da Mardin a Van, nel recente passato i cristiani hanno denunciato devastazioni di tombe, lapidi e il macabro spargimento di ossa dei defunti. L’ultimo episodio riguarda invece la comunità ebraica, a ulteriore riprova di un clima crescente contraddistinto da odio e insofferenza verso i non musulmani.

Il 15 luglio scorso, ma la notizia è emersa solo nei giorni scorsi, alcuni esponenti della minoranza ebraica nel sobborgo di Haskoy, a Istanbul, hanno denunciato gravi danni nel locale cimitero, frutto di un attacco mirato da parte di gruppi estremisti. I vandali, raccontano fonti locali, hanno profanato 81 tombe, esumato le bare e lasciato l’area in stato di abbandono e totale confusione. Secondo alcuni testimoni, fra gli autori dell’attacco vi sarebbero anche giovani minori di 18 anni, i quali avrebbero agito seguendo le istruzioni di una banda di adulti.

Nei giorni scorsi la polizia ha fermato alcuni minorenni per interrogatorio, ma in pochi sono convinti che le inchieste faranno luce sugli episodi e verrà garantita giustizia. Sull’età dei (presunti) responsabili è intervenuto il parlamentare dell’opposizione Hdp di origine armena Garo Paylan: “Il fatto che l’attacco al cimitero ebraico - ha scritto su Twitter - sia stato effettuato da bambini di età compresa tra 11 e 13 anni non allevia la situazione, la aggrava. Chi e quale mentalità hanno riempito quei bambini di odio verso gli ebrei?”.

Interpellato dal Jewish News Syndicate (Jns), portale di informazione che ha dato ampio risalto all’attacco al cimitero ebraico di Istanbul, il giornalista assiro David Vergili spiega: “Negli ultimi due mesi, le tombe delle comunità siriache ed ebraiche sono state attaccate e distrutte. Anche tombe e luoghi santi della comunità armena hanno subito attacchi simili in passato”. Questi assalti mirati, prosegue l’esperto, hanno “motivazioni di natura razzista e religiosa” prendendo di mira gruppi e obiettivi che “non fanno parte dell’ideologia turca e islamica”.

Per molti osservatori quanto è accaduto a metà luglio al cimitero ebraico rientra in un quadro più ampio di persecuzioni e violenze contro le minoranze, compresi i cristiani. Il 29 giugno, in occasione della festa di Pietro e Paolo, ignoti hanno profanato un camposanto nel quartiere di Yemişli, distretto di Midyat, nella provincia sud-orientale di Mardin già teatro nel recente passato di episodi di intolleranza. Al risveglio i fedeli hanno trovato tombe assire millenarie devastate e le ossa sparse per tutta l’area. Un altro esempio riguarda gli yazidi, che sono soliti seppellire i morti con la schiena rivolta al sorgere del sole. Le cronache riportano casi di tombe profanate e salme riposizionate in direzione della Mecca secondo i dettami della fede islamica, che considera gli yazidi una setta eretica da punire (e riconvertire), come avvenuto in Iraq sotto lo Stato islamico.

Una fonte istituzionale di AsiaNews aveva auspicato una rapida inchiesta per identificare e catturare i responsabili, tuttavia in queste settimane non si sono registrate sostanziali novità e gli autori restano impuniti. La profanazione di cimiteri come avvenuto in questi ultimi mesi, sia ai danni di cristiani che della comunità ebraica, sono sintomi di una avversione, se non vero e proprio odio di una parte della società turca verso quanti non professano la fede musulmana e non abbracciano l’ideologia nazionalismo e islam propinata dal presidente Recep Tayyip Erdogan. E fino a che verrà alimentata questa politica che ha al suo interno una componente radicale, attacchi ai cimiteri come a chiese e altri luoghi di culto, oltre a beni e proprietà, saranno esempi di cronaca quotidiana. 

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