18/02/2006, 00.00
Cina
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Cina, intellettuali a Hu Jintao: "Siamo preoccupati per la libertà di espressione"

Un gruppo di 13 accademici commenta con una lettera aperta la "preoccupante situazione della  libertà di stampa e di insegnamento in Cina". "Il governo deve capire che permettere al popolo di parlare è solo un aiuto a comprenderlo meglio".

Pechino (AsiaNews/Scmp) – Un gruppo di 13 intellettuali cinesi ha espresso ieri "preoccupazione" per la situazione della libertà di stampa e di insegnamento nel Paese con una lettera aperta indirizzata al presidente Hu Jintao e ad altri membri del Politburo. Fra i firmatari vi sono gli accademici He Weifang e Cui Weiping, l'avvocato Jiang Xiaoyang, il sociologo Qin Hui, lo scrittore Zhang Yihe e lo storico Zhu Xueqin.

Il gruppo ha deciso di scrivere il giorno dopo l'annuncio della riapertura del Bingdian Weekly – supplemento settimanale del quotidiano governativo China Youth Daily – chiuso alcuni giorni fa dal Dipartimento propaganda del Partito Comunista. Alla base della decisione, un articolo dello storico cinese Yuan Weishi che criticava il revisionismo storico di Pechino. La dirigenza ha concesso la riapertura del settimanale ma ha licenziatoe Li Datong, il direttore, e Lu Yuegang, capo redattore.

Nella lettera, circolata via e-mail, i 13 intellettuali liberali sostengono che la libertà di espressione è un "diritto di base" che comprende anche il diritto di "fare discorsi sbagliati". Gli intellettuali criticano il Dipartimento propaganda della Lega giovanile del Partito che "se non apprezza gli articoli pubblicati sulle riviste, dovrebbe scrivere degli articoli che lo contrastano invece di licenziarne l'autore con una decisione incostituzionale".

La decisione di chiudere il Bingdian è definita "illegale ed irrazionale, una mossa che ha tolto ai cittadini il diritto fondamentale di parola e la libertà di stampa, garantita dalla Costituzione". "Oggi – scrivono – l'attacco si è consumato ai danni del professor Yuan, ma domani potrebbe avvenire contro chiunque altro".

"L'amministrazione di Hu – si legge in chiusura - deve realizzare che in una società come la nostra, in fase transitoria, il pubblico ha un'urgente necessità di esprimersi in maniera libera: questa necessità non deve essere temuta, perché può solamente aiutare l'autorità a comprendere meglio i desideri ed i bisogni del popolo".

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