27/04/2007, 00.00
INDONESIA
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Colata di fango a Porong: proteste per risarcimenti mai arrivati

Quasi un anno fa la fuoriuscita di fango bollente a Java est, che ha sommerso 8 villaggi e 600 ettari di terreno, con danni per un totale di 400 milioni di dollari. Da allora ancora nessun indennizzo alle vittime, che da giorni manifestano a Surabaya per incontrare le autorità. Oggi scontri con la polizia ed arresti.

Jakarta (AsiaNews) – Sono arrivati a scontri tra polizia e manifestanti le proteste organizzate dalle vittime di un disastro ecologico in Indonesia, che da quasi un anno aspettano di riscuotere gli indennizzi promessi loro dal governo. In centinaia sono arrivati a Surabaya - provincia di Java est - da 4 dei numerosi villaggi sommersi dalla colata di fango che per 5 mesi ha inondato la zona di Porong, reggenza di Sidoarjo. Chiedono di poter parlare con le autorità locali e avere spiegazioni sul ritardo nella consegna dei risarcimenti stabiliti mesi fa.

Oggi, però, dopo l’ennesimo rifiuto da parte dell’amministrazione di Sidoarjo ad incontrare le vittime, numerosi manifestanti hanno cercato di irrompere nell’aeroporto di Surabaya. La polizia è intervenuta con la forza e almeno due persone sono state arrestate.

Da fine maggio a novembre dell’anno scorso, fango bollente è fuoriuscito da una faglia creatasi nel pozzo di perforazione della compagnia Lapindo Brantas Inc, impegnata nell’esplorazione di giacimenti di gas naturale. Il fango ha inondato 8 villaggi - dichiarati inabitabili da Jakarta - e ricoperto almeno 1810 case e 20 fattorie, campi di riso, 18 scuole e 12 moschee e costretto all'evacuazione più di 12 mila persone. Si presume che la ditta non abbia rispettato tutti gli standard di scurezza; i dirigenti si difendono imputando al forte terremoto del 27 maggio a Yogyakarta, la breccia sotterranea che ha permesso la fuoriuscita.

Il vice presidente indonesiano Jusuf Kalla aveva da subito ordinato alla Lapindo di risarcire le famiglie colpite, molte delle quali hanno perso tutto in seguito al disastro. La ditta avverte però che pagherà danni ad edifici e terreni solo a coloro in possesso di un certificato di proprietà. Su circa 600 ettari di terre inondate, solo 430 metri quadri però risultano assegnati con certificati di proprietà, i restanti sono registrati manualmente negli uffici sub-distrettuali.

Il disastro di Porong ha inciso in modo pesante sull’economia di Java est: la colata ha obbligato alla chiusura della principale arteria di comunicazione tra Sidorajo e Surabaya, diminuendo così il flusso di clienti in alberghi, ristoranti e negozi. Gli esercenti ora esigono dal governo uno sgravo fiscale per compensare le perdite, che ammonterebbero a circa 400 milioni di dollari.

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