28/04/2026, 11.53
SRI LANKA
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Colombo: 22 monaci buddhisti fermati con oltre 100 chili di droga

di Melani Manel Perera

Scoperti nei loro bagagli all'aeroporto di ritorno da un viaggio in Thailandia. Sospetti su uno sfruttamento da parte di gruppi criminali organizzati. Ai monaci sarebbe stato detto che stavano trasportando materiali educativi e dolci destinati a bambini in Sri Lanka.

Colombo (AsiaNews) - Ventidue monaci buddhisti dello Sri Lanka sono stati fermati presso l’aeroporto internazionale Bandaranaike dopo il ritrovamento di oltre 110 chilogrammi di cannabis nascosti nei loro bagagli, con un valore stimato sul mercato nero superiore a 1,1 miliardi di rupie. L’episodio ha suscitato forte indignazione nel Paese, spingendo importanti esponenti del clero buddhista a condannare pubblicamente quello che è stato definito un uso improprio delle vesti monastiche, nonché lo sfruttamento di giovani monaci da parte di gruppi criminali organizzati.

I monaci, per lo più studenti, provenivano da templi situati in diverse aree dello Sri Lanka, tra cui Ampara, Horana, Piliyandala, Homagama, Ambalangoda e Balangoda. Secondo quanto riferito dalle autorità, stavano rientrando dalla Thailandia dopo aver partecipato a una vacanza di quattro giorni completamente pagata da uno sponsor la cui identità non è stata resa nota. Proprio al loro arrivo nella capitale Colombo, sabato scorso, i funzionari doganali hanno scoperto la droga, trovando circa 5 chilogrammi di una varietà particolarmente potente di cannabis, nota come “Kush”, nascosti in compartimenti segreti ricavati all’interno dei bagagli.

Le prime indagini suggeriscono che i monaci fossero stati ingannati: sarebbe stato loro detto che stavano trasportando materiali educativi e dolci destinati a bambini in Sri Lanka. Tuttavia, le modalità sofisticate di occultamento della droga fanno pensare a una pianificazione accurata e al coinvolgimento di una rete di traffico organizzato, probabilmente con supporto tecnico. Le autorità sospettano quindi che i giovani religiosi possano essere stati utilizzati inconsapevolmente come corrieri.

Nel frattempo, la polizia ha arrestato anche un ventitreesimo monaco, ritenuto il presunto organizzatore del viaggio, in un sobborgo di Colombo. Secondo le ricostruzioni, sarebbe stato lui a rassicurare gli altri monaci, definendo i pacchi come “donazioni” e informandoli che un furgone sarebbe arrivato a ritirarli una volta giunti a destinazione.

Ulteriori elementi emersi includono foto e video trovati sui telefoni cellulari di alcuni dei monaci, che li ritraggono mentre si godono la vacanza in abiti civili. Il tribunale di Negombo ha disposto la custodia cautelare per tutti i 22 sospettati fino al 2 maggio, concedendo più tempo agli investigatori per interrogatori e per identificare eventuali complici.

Le autorità stanno cercando di chiarire chi abbia finanziato il viaggio e se dietro il traffico vi siano reti internazionali o locali. L’indagine è ancora in corso e le forze dell’ordine sottolineano che tutti i sospettati devono essere considerati innocenti fino a prova contraria.

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