14/07/2022, 12.55
SRI LANKA
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Colombo: i manifestanti abbandonano gli edifici governativi occupati

di Melani Manel Perera

La popolazione attende ancora la lettera di dimissioni del presidente Rajapaksa, oggi arrivato a Singapore. Il cardinale Malcolm Ranjith: "Stiamo aspettando di vedere se il presidente manterrà la sua promessa". 

Colombo (AsiaNews) - Questa mattina gli attivisti hanno riconsegnato gli edifici occupati al governo, ora guidato dall’ex premier Ranil Wickremasinghe, che ieri aveva imposto il coprifuoco e chiesto all’esercito di “ristabilire l’ordine”. Durante gli scontri la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro la popolazione che chiedeva le dimissioni anche di Wickremasinghe. Almeno 84 persone sono rimaste ferite e una persona è morta.

"Ci ritiriamo pacificamente dal palazzo presidenziale, dal segretariato presidenziale e dall'Ufficio del primo ministro con effetto immediato, ma continueremo la nostra lotta", ha dichiarato ai media p. Jeevantha Peiris. "Abbiamo preso questa decisione come misura per proteggere la pace nel Paese dopo le dichiarazioni del presidente del parlamento".

L’arcivescovo di Colombo, il cardinale Malcolm Ranjith, ha invitato i leader del Paese a lasciare il loro incarico entro questa settimana: “Stiamo tutti aspettando con ansia di vedere se lui, il presidente, manterrà la sua promessa di dimettersi”, ha affermato il porporato in un’intervista al sito Crux. “Siamo scettici nei confronti dei nostri leader politici e delle loro promesse”, ha aggiunto Ranjith, sostenendo i manifestanti: “È stata una buona cosa che la gente sia scesa in strada". Rivolgendosi alle forze di sicurezza il cardinale ha chiesto che comprendano le ragionevoli richieste del popolo per risolvere la crisi in maniera pacifica.

Il presidente dello Sri Lanka Gotabaya Rajapaksa, dopo essere fuggito con la moglie alle Maldive, oggi è arrivato a Singapore. Si ritiene che Rajapaksa abbia abbandonato il Paese per eludere la possibilità di un arresto da parte della nuova amministrazione. Rajapaksa, che godeva dell’immunità presidenziale, è accusato di crimini di guerra contro la popolazione tamil perpetrati durante la guerra civile quando era ministro della Difesa. Al momento non è chiaro se resterà nella città stato (e se sì per quanto) o se si dirigerà verso un’altra destinazione. 

L'ormai ex presidente non ha ancora inviato la lettera di dimissioni come aveva annunciato il presidente del parlamento Mahinda Yapa Abeywardena il 9 luglio, giorno in cui, dopo mesi di proteste contraddistinte dallo slogan “GotaGoHome”, i manifestanti hanno preso d’assalto il palazzo presidenziale nella capitale Colombo.

La lettera di dimissioni da parte del presidente permetterebbe allo Sri Lanka di avviare un piano di successione, consentendo a un presidente ad interim di guidare il governo fino a 30 giorni prima che i parlamentari si ritrovino per eleggere un nuovo leader. Nei giorni scorsi Abeywardena aveva annunciato che nuove elezioni si terranno il 20 luglio, dopo una prima consultazione dei deputati il 15 luglio. Questa mattina lo speaker del parlamento ha affermato che verrà eletto un nuovo governo anche nel caso in cui Rajapaksa non dovesse rassegnare formalmente le dimissioni.

Da mesi la popolazione protestava a Colombo e in altre località contro il carovita e la crisi economica. Ad aprile lo Sri Lanka aveva annunciato il default, dichiarando l’insolvenza sul debito che ammonta a più di 50 miliardi di dollari. Da mesi il Paese non riesce a importare carburante e l’inflazione ha superato il 54% impedendo ai cittadini di comprare i beni di prima necessità, in particolare cibo e medicine.

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