Colombo: impronte digitali nel pubblico impiego contro abusi sui minori
Lo Sri Lanka introdurrà il controllo obbligatorio per chi lavora con bambine e bambini nelle istituzioni. La misura prevede certificati penali e verifiche periodiche anche per il personale già in servizio. L'obiettivo è rafforzare prevenzione e responsabilità istituzionale.
Colombo (AsiaNews) - Lo Sri Lanka è pronto ad attuare lo screening obbligatorio delle impronte digitali per coloro che fanno domanda di lavoro presso agenzie statali che comportano un’interazione diretta con bambine e bambini. È un cambiamento importante nel sistema di protezione dell’infanzia. Il sistema, guidato dall’Autorità nazionale per la protezione dell’infanzia (NCPA), mira a impedire ai condannati per abusi su minorenni di ricoprire posizioni che consentono di entrarci nuovamente in contatto.
L’iniziativa si inserisce in un contesto di carenze sistemiche nella protezione di bambine e bambini, caratterizzato da lunghi ritardi nelle indagini e nei procedimenti giudiziari, e da un’inadeguata responsabilità istituzionale. Per numerose vittime, la giustizia è stata difficile da ottenere per anni, evidenziando la necessità fondamentale di misure preventive, anziché di risposte reattive.
Nel corso dei vari governi che si sono succeduti, le istituzioni incaricate di proteggere le persone minorenni - tra cui il Ministero per le donne e l’infanzia e la stessa NCPA - hanno dovuto fare i conti con risorse limitate, l’applicazione non uniforme delle leggi, e priorità politiche mutevoli. Nel frattempo, gli abusatori hanno continuato a vivere e lavorare all’interno delle comunità, con casi documentati di persone condannate per abusi che hanno mantenuto o ottenuto lavori che li mettono a stretto contatto con minorenni.
In questo contesto, l’NCPA sta procedendo all’attuazione di un quadro giuridico esistente cui non si fa ricorrente ricorso, rendendo obbligatori i controlli delle impronte digitali nelle assunzioni e nel mantenimento dell’impiego nel settore pubblico.
Il fulcro della proposta è una direttiva che sarà emanata ai sensi della Sezione 18 della Legge NCPA, che conferisce al ministro competente il potere di impartire direttive vincolanti ai dipartimenti governativi e agli organismi statutari in materia di prevenzione degli abusi su minorenni. Sebbene la disposizione esista da anni, non è mai stata attuata in questo modo prima d’ora.
Preethika Sakalasooriya, capo della divisione legale dell’NCPA, ha affermato che la bozza di direttiva è stata sottoposta a revisione legale e ha ricevuto il via libera dal Procuratore Generale, con l’approvazione anche del nuovo Consiglio di Amministrazione. Una volta emanata, si applicherà a tutti i dipartimenti, le istituzioni semi-governative, i consigli e le commissioni che lavorano con minori.
“Si tratta di un passo eccezionale”, ha detto Sakalasooriya, descrivendolo come un primo uso storico della Sezione 18 per lo screening preventivo. Sakalasooriya ha aggiunto che i responsabili delle istituzioni avranno gli oneri di selezionare e allontanare i trasgressori dalle posizioni che prevedono la relazione con minorenni. “Nessuno è indispensabile”, ha aggiunto. “Vogliamo che le persone che non turbano i bambini ricoprano posizioni che consentono loro il contatto. I pedofili cercano di ottenere e mantenere lavori che consentono loro di avere questo accesso”.
Il meccanismo proposto si basa su un sistema di casellario giudiziario basato sulle impronte digitali, ai sensi dell’ordinanza sulla prevenzione dei reati. Sebbene la legge risalga al 1800, un emendamento del 2017 ne ha ampliato significativamente l'ambito di applicazione, rendendo le impronte digitali obbligatorie per i reati legati all’abuso di minori. Grazie a tale emendamento, 13 reati che rientrano nella in questa definizione legale sono stati designati come soggetti all’obbligo delle impronte digitali. Tra gli altri, sfruttamento sessuale, tratta, molestie e crudeltà contro minori, rapimento, sfruttamento della prostituzione, reati relativi all’adozione, e il reclutamento di minori per conflitti armati.
Prima gestito manualmente, il database è ora digitalizzato, consentendo alle stazioni di polizia di tutto il paese di accedere e verificare i dati in modo più efficiente. In base alla direttiva proposta, tutti i nuovi assunti presso istituzioni statali che entrano in contatto con bambine e bambini saranno tenuti a presentare un certificato penale che attesti che non sono stati condannati per reati legati all’abuso di minori. Anche i dipendenti già in servizio saranno sottoposti a una rivalutazione periodica ogni cinque anni. Inoltre, il quadro normativo propone valutazioni obbligatorie della salute mentale, da attuare in coordinamento con il Ministero della Salute.
L’impegno dello Sri Lanka riflette le tendenze globali, sebbene i sistemi di registrazione dei condannati per reati sessuali differiscano notevolmente da una regione all’altra. Fino al 2022, almeno 41 nazioni e regioni avevano implementato leggi che regolano la registrazione degli abusatori sessuali, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Sudafrica, India e Corea del Sud.
Alcuni Paesi mantengono registri accessibili al pubblico, ponendo l’accento sulla trasparenza e sulla sensibilizzazione della comunità, mentre altri limitano l’accesso alle forze dell'ordine attraverso programmi di divulgazione regolamentati. L’efficacia di questi registri è ancora controversa, poiché gli oppositori esprimono preoccupazioni in merito alla privacy, alla proporzionalità e alla riabilitazione duratura. Per lo Sri Lanka, il quadro suggerito dall’NCPA rappresenta un passo verso la responsabilità istituzionale, che dà priorità a sicurezza e protezione delle persone minorenni nei contesti pubblici dello Stato.
11/08/2023 15:47
20/11/2019 09:27





