19/02/2019, 09.51
THAILANDIA
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Coprivano con la tonaca un passato criminale: arrestati 19 monaci buddisti

La polizia promette un 2019 all’insegna della “piazza pulita nei templi”. L’abate di Wat Ro Charoen è sfuggito per 15 anni alle accuse di tentato omicidio e possesso illegale di armi. Le donazioni versate dai fedeli ammontano a circa 3,2 miliardi di euro all'anno. Da governo e vertici religiosi, misure per riscattare l’immagine della religione dominante.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – La Reale polizia thai aggiunge l’abate di un tempio di Suphan Buri (capoluogo dell’omonima provincia centrale) ad un elenco di sospetti criminali arrestati lo scorso 14 febbraio, nell’ultima operazione per “purificare” il buddismo. Il giorno prima, gli agenti della Divisione per la soppressione del crimine (Csd) hanno annunciato l’arresto di 18 monaci buddisti accusati di vari reati, tra cui omicidi e molestie sessuali.

A capo della Csd, il gen. Chiraphop Phuridet promette che la sua agenzia renderà il 2019 un anno di “piazza pulita nei templi”: in tutto il Paese, i poliziotti smaschereranno i criminali che indossano vesti color zafferano per nascondere le proprie malefatte. Grazie agli indizi ottenuti dai numerosi mandati di cattura, gli investigatori stanno identificando chi sono queste persone e rintracciando i luoghi dove sono state ordinate. “Voglio purificare la religione, così le persone torneranno a fidarsi dei monaci”, afferma il gen. Chiraphop.

Il caso di Suphan Buri, il 19mo della lista, viene alla luce quando la polizia scopre che Phra Sangkharak Kanatathamo (foto), abate di Wat Ro Charoen (nel distretto di Bang Pla Ma), per 15 anni è sfuggito alle accuse di tentato omicidio e possesso illegale di armi. Secondo la Csd, l’uomo in realtà è il 40enne Paphonsan Phetphun, che nel 2006 ha colpito a morte un rivale nel distretto di Tha Sala (provincia di Nakhon Si Thammarat). L'anno seguente, il bandito ha sparato di nuovo contro una persona nel distretto di Koh Samui (Surat Thani). Il sospettato ha dunque abbracciato la vita monastica per sfuggire ai mandati di cattura emessi dai due tribunali provinciali.

Il gen. Chiraphop spiega che casi come questo sono “pericolosi” perché spesso i sospetti continuano ad infrangere la legge. “Sfruttano la fede delle persone per commettere ancora più illeciti”, afferma l’alto ufficiale. “Se non viene intrapresa alcuna azione immediata, non solo il Buddismo sarà rovinato, ma questi monaci susciteranno anche preoccupazioni sulla sicurezza dei fedeli”.

In Thailandia, quasi il 95% dei cittadini segue la tradizione buddista Theravada. L'immagine della religione dominante in Thailandia negli ultimi mesi ha sofferto dei molti scandali sessuali e finanziari che hanno coinvolto i monaci. Le donazioni versate dai fedeli ai templi del Paese sono di gran lunga superiori al budget stanziato dallo Stato e ammontano a circa 3,2 miliardi di euro all'anno. Tali somme sembrano giustificare la volontà della giunta di ripulire la comunità monastica.

Dall’inizio di maggio 2018, il Paese ha assistito ad un'ondata senza precedenti di arresti di alto profilo. Sotto la crescente pressione del governo militare e dei vertici religiosi, i monaci buddisti del Paese hanno lanciato un nuovo ciclo di riforme per ripulire i templi e correggere le comunità corrotte. Inoltre, a partire dal settembre 2017, i monaci anziani hanno emesso ordini per imporre una disciplina più dura ad oltre 300mila monaci thai e circa 40mila luoghi di culto. Tra le ultime misure adottate, ve ne sono alcune riguardanti anche l’alimentazione.

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