21/10/2008, 00.00
AFGHANISTAN
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Cristiani afghani preoccupati e commossi per la morte della cooperante

Non è la prima volta che nel Paese avvengono assassini di tipo confessionale. La donna uccisa lavorava da anni per i disabili e i profughi. Le suore di Madre Teresa e quelle dell’Associazione Pro bambini di Kabul, amate perché si prendono cura “dei nostri poveri”.

Kabul (AsiaNews) – I volontari e cristiani che lavorano in Afghanistan sono commossi e sgomenti per l’uccisione di Gayle Williams, volontaria di Serve Afghanistan, colpita ieri mentre si recava al lavoro. Secondo i Talebani, che hanno rivendicato l’assassinio, la donna “lavorava per un’organizzazione che predicava il cristianesimo in Afghanistan”. Non è la prima volta che una motivazione confessionale viene esplicitata dai fondamentalisti come ragione delle uccisioni, ma vi sono cattolici che dubitano sui motivi reali che hanno portato alla morte della volontaria inglese.

Gayle Williams, 34enne (nella foto), da anni lavorava nel Paese, nella cura dei disabili. Si era impegnata dapprima  a Kandahar, poi a Kabul. I suoi collaboratori di Serve Afghanistan, un’organizzazione britannica di ispirazione cristiana, la ricordano come “una persona che metteva gli altri prima di sé”, sempre premurosa a “servire coloro che sono nel bisogno”.

L’organizzazione Serve è impegnata con la popolazione afghana fin dal tempo dei sovietici. I suoi volontari hanno lavorato affianco ai profughi afghani in Pakistan. Alla fine degli anni ’90, essendo finita l’emergenza profughi (trasferitisi intanto nel Paese), anche Serve ha deciso di aiutare anziani, disabili e bambini in Afghanistan.

Dopo la guerra internazionale e la cacciata dei Talebani nel 2001, molte organizzazioni non governative sono giunte in Afghanistan per lavorare a risolvere diversi bisogni sociali. Sono anche presenti alcune ong cattoliche, spesso legate a ordini religiosi maschili e femminili, come anche una comunità delle suore di madre Teresa.

La presenza di così tante donne cristiane, perfino con l’abito delle suore – come le Missionarie della carità – spinge qualcuno a dubitare che la Williams sia stata uccisa a causa della sua fede. “Se avessero voluto uccidere dei cristiani,  avrebbero una grande scelta, anche con obbiettivi più riconoscibili”, dice una fonte di Kabul. “È probabile – continua la stessa fonte – che la Williams sia stata colpita perché è inglese”.

D’altra parte, in tutti questi anni, vi sono stati spesso uccisioni e rapimenti a carattere religioso. Alcuni  mesi fa sono stati uccisi tre cooperanti di ong e i Talebani hanno annunciato di aver ucciso “tre cristiani”. Qualche anno fa è stata uccisa una ragazza francese, cattolica, a Kandahar. Anch’essa eliminata “perché cristiana”. Nel 2007, 23 cristiani presbiteriani sudcoreani sono stati rapiti. Due di loro erano stati uccisi prima che Seoul potesse concordare la loro liberazione.

Le comunità cattoliche presenti in Afghanistan tendono a non fare alcun proselitismo. La loro testimonianza passa attraverso le opere. Impegnati a favore di bambini disabili e di strada vi sono le suore di madre Teresa e le religiose legate all’Associazione “Pro-bambini di Kabul”. Finora esse non hanno registrato alcun risentimento o tensione. La gente le ama perché – dice – “queste donne sono venute qui per aiutare i nostri poveri”.

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