13/10/2011, 00.00
SINGAPORE
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Crolla la città-Stato: crescita economica pari a zero

Pubblicati i dati dell’ultimo trimestre: il Pil non cresce. A livello annuale, dal 14% di media, si attesta sullo 0,8. Il governo assicura “misure giudiziose” ma, senza le esportazioni, l’isola rischia moltissimo.
Singapore (AsiaNews/Agenzie) - Nonostante le manovre preventive messe in atto dal governo, l’ultimo trimestre economico di Singapore vedrà con ogni probabilità una crescita del Prodotto interno lordo vicina allo zero. Se si tiene conto dell’anno intero, l’isola dovrebbe raggiungere una crescita complessiva dello 0,8%: un tracollo rispetto alla media del 14/16 % che aveva collezionato dal 2000. Ora si attende la risposta dell’esecutivo, che potrebbe decidere un nuovo apprezzamento della propria moneta per combattere l’inflazione.

Il settore più colpito, ovviamente, è quello delle esportazioni; dal 2009 hanno perso 11 punti percentuali in risposta alla crisi finanziaria globale. In attesa del potenziale default della Grecia, la città-Stato potrebbe essere costretta a nuove misure di stimolo dopo le restrizioni monetarie di 6 mesi fa. D’altra parte il governo aveva previsto quanto stava per accadere (v. 18/08/2011 Premier di Singapore: “nuvole nere” sul fronte economico), ma non è riuscito a evitare il collasso.

Vincent Conti, analista dell’Australia & New Zealand Banking Group Ltd., spiega: “Con gli indicatori di Europa e Stati Uniti sempre peggiori e nessuna politica di ripresa in vista, la domanda esterna e gli investimenti su Singapore non potranno che peggiorare, portando al tappeto la crescita del Pil”. L’isola, che si trova vicino allo Stretto di Malacca, è uno degli snodi più importanti per il passaggio di container: con il calo degli acquisti globali, ha perso moltissimo.

Ora si attende per capire in che modo il governo vorrà reagire alla situazione. Diverse Banche centrali asiatiche, per mettere un freno all’inflazione, hanno annunciato il taglio dei tassi di interesse: il ministro delle Finanze di Singapore non si è sbilanciato, ma ha assicurato che “a fronte del probabile rallentamento dell’economia, da prevedere anche per i prossimi anni, continueremo una gestione giudiziosa della situazione”.
 
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