06/06/2026, 13.38
PAKISTAN
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Danish Ajmal, cristiano pakistano, campione d'Asia nelle arti marziali

di Shafique Khokhar

La rassegna si è tenuta nei giorni scorsi a Negombo, in Sri Lanka. Il giovane sportivo originario di Karachi ha vinto nella categoria Muay Boran da 60 kg. Ad AsiaNews racconta: “Ho vinto grazie alle preghiere dei miei genitori e della mia comunità”. Egli ha potuto partecipare grazie anche ad una colletta fra amici e familiari. L’appello per uno sponsor che lo sostenga nel percorso di crescita. 

Karachi (AsiaNews) - Danish Ajmal, atleta pakistano specializzato in arti marziali, ha portato lustro e orgoglio alla nazione vincendo una medaglia d’oro ai Giochi Asiatici Itma 2026 che si sono tenuti a Negombo, Sri Lanka. Il giovane sportivo originario di Karachi, sempre più popolare tra i giovani cristiani e gli appassionati di sport, si è assicurato la vittoria nella categoria Muay Boran da 60 kg dopo una prestazione impressionante durante tutto il torneo. Parlando del suo trionfo, Danish lo ha attribuito alle preghiere dei suoi genitori e della sua comunità, così come ad anni di duro lavoro e determinazione nonostante le difficoltà finanziarie. “Ho vinto - racconta ad AsiaNews - grazie alle preghiere dei miei genitori e della mia comunità. Ho lottato molto per raggiungere questa fase perché vengo da una famiglia ricca di fede ma limitata nelle risorse finanziarie”.

Danish ha espresso gratitudine ai suoi allenatori al Bushi Ban Fighter’s Den, dove si è allenato sotto il Senior Coach Shoaib Butt e il Junior Coach Amanullah. Egli ha evidenziato il sostegno e l’unità che ha sperimentato al club, dicendo che non ha mai affrontato discriminazioni nonostante fosse l’unico atleta cristiano tra molti tirocinanti musulmani e di altre fedi. L’atleta ha rivelato che le difficoltà finanziarie gli hanno quasi impedito di partecipare alla competizione internazionale. Come figlio di un lavoratore stipendiato giornaliero, organizzare le spese di viaggio sembrava impossibile fino a quando uno sponsor privato non si è fatto avanti.

“Quando sono stato selezionato per il torneo, mi sono preoccupato - prosegue il giovane cristiano - perché non c’era sostegno da parte del governo o di qualsiasi altra istituzione. Io e la mia famiglia abbiamo continuato a pregare. Poi il mio allenatore mi ha informato che AMProtocols Labs aveva accettato di sponsorizzare metà delle mie spese di viaggio. L’importo rimanente è stato organizzato attraverso il sostegno mediante una colletta fra familiari, amici e parenti”. Danish ha descritto la vittoria della medaglia d'oro come un sogno che si avvera e ha detto che spera che il suo viaggio ispiri i giovani, in particolare i giovani cristiani, a perseguire i loro obiettivi attraverso la fede, la dedizione e il duro lavoro. Guardando al futuro ha espresso la sua ambizione di competere nell’Ultimate Fighting Championship (Ufc) negli Stati Uniti, una delle piattaforme di arti marziali miste più prestigiose al mondo.

Shoaib Butt, capo della delegazione del contingente pakistano, sottolinea come il proprio Paese si sia assicurato un impressionante terzo posto al torneo con un totale di 13 medaglie, tra cui cinque d’oro, quattro d'argento e quattro di bronzo. La nazione ospitante, lo Sri Lanka, è arrivata prima, mentre l'India si è assicurata il secondo posto assoluto. Oltre alla vittoria della medaglia d'oro di Danish, anche altri atleti pakistani hanno ottenuto ottime prestazioni, a conferma di un movimento su scala nazionale di assoluto valore nelle diverse discipline e categorie. I risultati sportivi vanno oltre i recenti Giochi Asiatici, con medaglie e affermazioni che si sono susseguite in diverse competizioni nazionali e regionali dell’ultimo periodo. 

Kashif Anthony, Segretario della Commissione Cattolica per il Dialogo Interreligioso e l’Ecumenismo dell’arcidiocesi di Karachi, ha elogiato la dedizione del giovane atleta e auspicato un maggiore sostegno istituzionale. “Danish - racconta - è un giovane atleta di talento pakistano con un enorme potenziale. Sfortunatamente, i vincoli finanziari - ha proseguito Anthony - continuano a limitare le sue opportunità. Il governo e gli sponsor privati dovrebbero riconoscere il suo talento e sostenerlo in modo che possa continuare a rappresentare il Pakistan agli eventi internazionali”.

Anthony ha anche evidenziato un toccante momento di sportività durante la partita finale. Dopo che Danish ha ferito accidentalmente il suo avversario indiano e si è rotto il braccio durante la gara, si è scusato personalmente dopo le cure mediche dell’atleta. Lo sfidante indiano, prosegue il racconto, “ha accettato calorosamente le scuse, ha abbracciato Danish e gli ha ricordato che gli infortuni fanno parte dello sport. I due atleti in seguito hanno posato insieme per una fotografia, dimostrando amicizia e rispetto reciproco oltre i confini nazionali”.

Anche la Chiesa pakistana si congratula con l’atleta: p. Bonny Mendas si è complimentato con Danish per il suo risultato, descrivendolo come una fonte di orgoglio sia per il Pakistan che per la comunità cristiana. Egli ha reso “orgoglioso l’intero paese attraverso la sua determinazione e il suo successo. Speriamo - ha aggiunto - che continui a raggiungere traguardi più grandi e a portare più onori al Pakistan in futuro”. La straordinaria prestazione del contingente pakistano e il viaggio stimolante di Ajmal sono stati ampiamente elogiati dagli ambienti sportivi, con molti che esprimono la speranza che questi atleti di talento continueranno ad eccellere sulla scena internazionale.

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