15/04/2021, 14.09
INDIA
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Delhi, Covid-19: code a ospedali e crematori

Superati nel Paese 200mila contagi in un giorno. La pandemia avanza con velocità anche fuori dal Maharashtra, lo Stato più colpito. Coprifuoco nella capitale per il week-end. Via libera al vaccino russo Sputnik V. La produzione locale dell'AstraZeneca è insufficiente per somministrare 3 milioni di dosi giornaliere. 

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) - Non accenna a rallentare nel Paese la corsa della nuova ondata del Covid-19. Oggi è stata superata l'ennesima barriera psicologica: i nuovi casi di contagio registrati nelle ultime 24 ore hanno superato quota 200mila, con 1.038 morti. A preoccupare l'opinione pubblica indiana è soprattutto il rapidissimo estendersi dell'emergenza non più solo nel Maharashtra, ma anche nelle altre zone del Paese. Dopo le restrizioni già entrate in vigore a Mumbai, oggi anche Delhi ha varato il coprifuoco, che entrerà in vigore nel week-end, dopo aver contato ieri da sola ben 13.500 nuovi contagi e 104 morti. Misure simili sono allo studio anche in altri Stati indiani.

La pressione è altissima negli ospedali. A Mumbai sono stati requisiti due alberghi a cinque stelle per trasferire in isolamento i malati con sintomi lievi. Da più strutture sanitarie giunge l'allarme per la mancanza di ossigeno nelle terapie intensive, anche se il governo continua a rassicurare sulle scorte. Si attende per ore non solo fuori dai pronto soccorso, ma anche nei luoghi per la cremazione dei defunti, che non riescono a stare dietro al ritmo dei decessi. In tutto il Paese poi è corsa al Remdesivir, farmaco antivirale utilizzato per la cura del coronavirus che - nonostante sia prodotto in India - comincia a scarseggiare.

Il governo Modi ha puntato tutto sulla campagna vaccinale che pure avanza: le somministrazioni sono salite a quota 114 milioni, si continua a procedere al ritmo di oltre 3 milioni al giorno. Pur avendo imposto una brusca frenata alle esportazioni nelle ultime settimane, il problema è che la produzione indiana di vaccini non è in grado di reggere questo ritmo. Attualmente si stima che il Serum Institute di Pune (che realizza il vaccino di AstraZeneca) e la Bharat Biotech producano in totale solo 2,4 milioni di dosi al giorno. Per questo motivo nei giorni scorsi l'agenzia del farmaco indiana ha dato il via libera anche all'utilizzo del vaccino russo Sputnik V, da affiancare ai due di fabbricazione indiana. Le prime dosi dalla Russia, però, dovrebbero arrivare solo a metà maggio, mentre a luglio partirebbero anche gli impianti per la produzione in loco.

Intanto non si fermano le polemiche intorno alle centinaia di migliaia persone assembrate sul Gange per il Kumbh Mela. A Haridwar sono saliti a 1701 i casi di positività rilevati tra i fedeli giunti per il pellegrinaggio indù. Il governo locale del Karnataka ha deciso di imporre la quarantena e un test anti-Covid a quanti tornano dal Kumbh Mela. Dopo le polemiche sulla disparità di trattamento tra le religioni, la Corte suprema di New Delhi ha deciso invece di riaprire la moschea Nizamuddin per la preghiera a un massimo di 50 fedeli per cinque volte al giorno. “La situazione - ha commentato la Corte - si sta facendo più grave ogni giorno che passa, ma dal momento che tutti i luoghi di culto sono aperti deve esserlo anche questo”.

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