12/04/2023, 15.46
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Delhi chiede a Londra un maggiore controllo sui separatisti sikh

La dichiarazione arriva dopo le proteste davanti all'ambasciata indiana nel Regno Unito delle scorse settimane: i manifestanti avevano tolto la bandiera indiana e affisso uno striscione con scritto "Khalistan", in riferimento allo Stato che dovrebbe unire tutta la regione del Punjab. Nel frattempo la California ha presentato una risoluzione per riconoscere come genocidio le violenze contro i sikh degli anni '80.

New Delhi (AsiaNews) - In un incontro tenutosi a New Delhi con i funzionari del ministero dell’Interno britannici, le autorità indiane hanno espresso preoccupazione per “l’uso improprio dello status di asilo politico da parte del Regno Unito nei confronti di elementi filo-khalisti per aiutare e favorire attività terroristiche in India”, e hanno chiesto “maggiore cooperazione” da parte di Londra.

Le dichiarazioni arrivano dopo che il mese scorso gruppi di fedeli sikh hanno staccato la bandiera dell’India dall’ambasciata indiana a Londra e affisso uno striscione con la scritta “Khalistan”, in riferimento a uno Stato indipendente che non esiste ma dovrebbe unire il Punjab indiano e pakistano. I manifestanti stavano protestando contro le azioni di polizia messe in atto per catturare Amritpal Singh, leader del movimento separatista.

Nei mesi scorsi si sono registrate simili proteste anche negli Stati Uniti e in Canada, dove vive un’importante minoranza sikh. 

A fine marzo l’assemblea della California ha approvato una risoluzione per esortare il Congresso americano a condannare e riconoscere come genocidio le violenze contro i sikh del 1984, quando, nel tentativo di mettere fine al movimento secessionista, migliaia di persone vennero uccise negli scontri con la polizia al Tempio d’oro di Amritsar, uno dei luoghi più sacri per il sikhismo. Nello stesso anno, dopo l’assassinio dell’allora premier Indira Gandhi da parte di un separatista, altre migliaia persone vennero uccise nelle violenze di strada.

Secondo la risoluzione - presentata da Jasmeet Kaur Bains, il primo membro sikh dell’assmblea della California - la "colonia delle vedove" a Delhi ospita ancora donne sikh aggredite, violentate, torturate e costrette ad assistere allo smembramento e all'omicidio delle loro famiglie. L’unico altro membro indù dell’assemblea, Ash Kalra, ha votato a favore del documento.

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