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Devozione popolare e sete di pace e giustizia: il Venerdì Santo dei cristiani dell'Asia

Nelle Filippine oltre sei milioni di persone all'Alay Lakad, il pellegrinaggio notturno di Antipolo, mentre nella provincia di Quezon un gruppo di contadini ha intrecciato i racconti della Passione con la propria lotta per la difesa delle terre. Nell'Arunachal Pradesh i giovani vivono il Triduo pasquale pregando per l'armonia religiosa in India. Il Consiglio ecumenico delle Chiese della Corea diffonde una preghiera sulla ferita della divisione tra Nord e Sud invitando alla conversione.    

Milano (AsiaNews) - Da una parte all’altra dell’Asia le comunità cristiane stanno vivendo oggi la giornata del Venerdì Santo tra riti della devozione popolare, sacre rappresentazioni, gesti e parole significativi di conversione rispetto ai mali del nostro tempo.

Oltre 6 milioni di cattolici si sono radunati al mattino presto di oggi presso la cattedrale di Antipolo per la tradizione annuale dell’Alay Lakad, uno dei principali pellegrinaggi nelle Filippine durante la Settimana Santa. I fedeli hanno camminato da varie località di Metro Manila e Rizal per tutta la notte fino al santuario, esprimendo penitenza e gratitudine. Antipolo è conosciuta come la “Capitale del Pellegrinaggio delle Filippine” ed è un luogo chiave per commemorare la Passione, la morte e la resurrezione di Gesù.
Il vescovo di Antipolo Ruperto Santos ha ringraziato i fedeli che hanno partecipato all’Alay Lakad, sottolineando come la loro osservanza della tradizione ogni Giovedì Santo sia un chiaro segno della forte e viva fede dei filippini. “Questo pellegrinaggio annuale fa parte della nostra tradizione familiare per pentirci, rinnovarci e amare il Signore”, ha raccontato ad AsiaNews Maria Lourdes Lim, madre di quattro figli. Ha ricordato quando anche i suoi genitori compivano questo gesto da Manila: “La tradizione è una forma del nostro amore per Gesù”. Ryan Villanueva, un altro pellegrino, ha aggiunto che partecipare all’Alay Lakad rafforza fermamente la fede.

Sempre nelle Filippine ma nella provincia di Quezon la devozione popolare quest’anno è diventata un’occasione per dare voce alla sete di giustizia: nella cittadina di Sariaya, infatti, gli agricoltori che hanno perso le loro terre dopo la revoca dei Certificati di Assegnazione della Proprietà (CLOA), si sono rivolti alla tradizione della Settimana Santa della lettura del “Pasyong Mahal” per trovare forza mentre continuano la loro lotta per riottenere i campi.
Danny Carranza, segretario generale di Kilusan Para sa Tunay na Repormang Agraryo at Katarungang Panlipunan (Katarungan), ha dichiarato al Philippines Inquirer che questa pratica non è solo un ricordo del sacrificio di Gesù, ma anche una testimonianza viva della loro continua lotta per dignità e diritti. Dal Mercoledì Santo i contadini colpiti in diversi barangay di Sariaya - soprattutto quelli privati dei CLOA e altri che temono di perdere i diritti fondiari - hanno organizzato il “pabasa”, ovvero la lettura comunitaria della Passione. Anche i coltivatori di cocco si sono uniti a questa attività religiosa. Il “Pasyong Mahal” è un testo filippino che racconta la passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo ed è tradizionalmente cantato o letto senza interruzioni durante la Settimana Santa, spesso fino al pomeriggio del Venerdì Santo.

In India, invece, circa 400 giovani della diocesi nord-orientale di Miao stanno partecipando alla terza edizione della Yotuh Pascha presso la parrocchia di San Giorgio a Deomali. “Le vostre preghiere sono necessarie per il nostro Paese più che mai,” ha detto loro il vescovo mons. George Palliparambil sottolineando le sfide che il mondo e il Paese stanno affrontando: guerra, odio, disordini sociali e discriminazione religiosa, compresa la violenza contro i cristiani. Una piaga, quest’ultima, aggravata da interessi politici che amplificano le divisioni per guadagni elettorali, minacciando il tessuto sociale e la convivenza pacifica.
In questo contesto, i giovani hanno pregato affinché lo Spirito Santo guidi i leader del Paese. Intanto oggi anche il premier indiano Narendra Modi ha pubblicato un post su X riprendendo il significato di questa giornata per i cristiani: “Venerdì Santo ci ricorda il sacrificio di Gesù Cristo - ha scritto -. Possa questo giorno approfondire ulteriormente i valori di armonia, compassione e perdono. Possa fratellanza e speranza guidarci tutti”.

In Corea, infine, il locale Consiglio ecumenico delle Chiese in occasione della Pasqua ha diffuso una preghiera che ricorda la ferita sempre aperta della separazione tra Seoul e Pyongyang. “Signore, confessiamo il nostro peccato - si legge nel testo -. Anche mentre parliamo di pace, abbiamo approfondito la sfiducia e scelto la contrapposizione. Anche mentre parliamo di riconciliazione, ci siamo esclusi a vicenda. Anche mentre parliamo di coesistenza, abbiamo perseguito solo i nostri interessi. Anche mentre parliamo di vita, ci siamo affidati alla forza militare e alla logica dell’ostilità”. “Dio misericordioso, risvegliaci da questa follia e riportaci a te - continua il testo -. Possano il Sud e il Nord deporre l’ostilità e muoversi verso la pace. Guidaci oltre l’armistizio verso un vero trattato di pace. Che le relazioni spezzate siano ristabilite. Che i percorsi bloccati si aprano, affinché lo scambio e la cooperazione possano ricominciare. Insegnaci a pronunciare parole di rispetto invece che di minaccia, e a costruire fiducia duratura oltre interessi temporanei”.

(ha collaborato Santosh Digal)

Nella foto: una sacra rappresentazione della Passione di Gesù in un villaggio del vicariato apostolico di Kompong Cham in Cambogia (dal profilo Catholic Church in Cambodia)

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