17/11/2017, 11.33
BANGLADESH – VATICANO
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Dhaka, in attesa di papa Francesco più di 8mila poliziotti per la sicurezza

di Sumon Corraya

Il pontefice arriverà nella capitale il 30 novembre. Almeno 550 cattolici volontari fanno corsi di formazione per supportare gli agenti. Installate telecamere di video-sorveglianza. Tutti gli eventi saranno presidiati e ogni partecipante controllato.

Dhaka (AsiaNews) – Più di 8mila poliziotti garantiranno la sicurezza di papa Francesco, durante l’imminente visita che egli si appresta a compiere in Bangladesh dal 30 novembre al 2 dicembre. Gli agenti statali saranno aiutati da altri 550 volontari cattolici, che stanno facendo corsi di formazione per apprendere le tecniche di sorveglianza. L’ispettore cattolico Amol Aldo Lucas Gomes, membro della Rab (la polizia bengalese) e del Comitato per la visita del papa incaricato della sicurezza e dei volontari, afferma ad AsiaNews: “Non ci sono minacce e il governo sta affrontando la questione della sicurezza come aspetto prioritario”.

Il Bangladesh è un Paese a maggioranza islamica. Negli ultimi due anni si sono registrati diversi episodi di terrorismo nei confronti di cristiani e occidentali. Per questo motivo il tema della sicurezza è una delle massime priorità sia per il governo che per le gerarchie ecclesiastiche.

Il poliziotto cattolico riferisce che le autorità di Dhaka “concederanno a papa Francesco lo stesso livello di allerta previsto per i presidenti degli Stati Uniti. Stiamo vagliando tutti i possibili incidenti che potrebbero avvenire. I poliziotti saranno dislocati ogni 10 metri e ci saranno controlli all’entrata di ogni programma”.

Jhumur Gomes, volontario cattolico che sta facendo il corso di formazione, sostiene: “È mio compito fare tutto ciò che posso per l’incolumità del Santo Padre e di coloro che parteciperanno agli eventi. Il tirocinio mi ha reso più consapevole e dedicato. Siamo pronti per far sì che la visita sia fruttuosa e abbia successo”.

Nirmol Rozario, coordinatore del Comitato per la sicurezza, aggiunge: “La visita del papa è la nostra visita. Garantiremo la sicurezza ad ogni costo. Anche il governo ce lo ha assicurato”. Egli presiede anche la Bangladesh Christian Association e sostiene che i cattolici stanno lavorando “in maniera congiunta. In tutti i luoghi sono state installate telecamere di video-sorveglianza. Ad ogni partecipante sarà assegnato un codice segreto. Tutti coloro che non sono registrati, non potranno entrare”.

In tutto, 500 leader musulmani, 250 indù, 130 buddisti e 200 protestanti prenderanno parte all’incontro interreligioso ed ecumenico per la pace nel giardino dell’arcivescovado. “I fanatici non saranno ammessi”, conclude Rozario.

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