12/05/2023, 10.30
BANGLADESH
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Dhaka: 'Io infermiera per vocazione, porto l'amore di Gesù in ospedale'

di Sumon Corraya

Nella Giornata internazionale dedicata a chi svolge questa professione la testimonianza di Juliana S. Palma, cattolica, in servizio nel reparto ustionati di un grande ospedale pubblico della capitale. In Bangladesh resta grave il problema della carenza di infermieri, che sono un quarto di quelli di cui il Paese avrebbe bisogno.

Dhaka (AsiaNews) - Oggi anche in Bangladesh si celebra la Giornata internazionale dell'infermiere sul tema “I nostri infermieri, il nostro futuro”. In questa giornata, la gente saluta e ringrazia chi svolge questa professione per il loro amore, la loro dedizione e il loro servizio. Come nel caso di Juliana S. Palma, cattolica di 44 anni, che ha fatto del lavoro da infermiera la sua vocazione.

Rimasta orfana di madre è cresciuta in un ostello gestito da suore. “Volevo diventare religiosa anch’io - racconta ad AsiaNews - ma poi ho capito che non era la mia strada e mi sono iscritta a un istituto per infermieri a Tangail, dove mi sono diplomata vent’anni fa. Mi piace prendermi cura delle persone malate. Nel nostro ospedale arrivano persone da tutto il Paese con lesioni da ustione". Palma, madre di un bambino, frequenta la parrocchia di Luxmibazar a Dhaka e lavora nel reparto di chirurgia plastica e delle ustioni del Dhaka Medical & Collage Hospital (DMCH). All’ospedale arrivano per farsi curare persone estremamente bisognose e indifese, perché le cure sono quasi gratuite. I pazienti ustionati hanno bisogno di tempo per guarire completamente, quindi rimangono in ospedale per lunghi periodi e dunque lei può conoscere le loro storie. “C’è chi ha tentato il suicidio e chi è vittima di incidenti. Li ascoltiamo con attenzione, diamo loro incoraggiamento e compassione”.

“Mi piace servire i miei pazienti, se un giorno non vado in ospedale, mi chiedono che cosa mi sia successo – spiega Palma -. Il momento più felice della mia vita è vedere pazienti giunti nel nostro ospedale in pericolo di vita e che poi, grazie alle nostre cure, gradualmente guariscono e tornano a casa riconoscimenti. Possiamo mostrare la speranza nella vita alle persone malate. È questa la bellezza della professione infermieristica”.

Come ogni professione, anche le infermiere devono affrontare sfide e difficoltà. “I pazienti del nostro ospedale sono molto bisognosi e spesso vediamo che non riescono a procurarsi le medicine. In quei momenti, noi infermieri insieme ai medici raccogliamo il denaro necessario”. Un altro grave problema è la carenza di personale: i servizi medici del Bangladesh funzionano con il 76% di infermieri in meno rispetto al necessario. Secondo le regole dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbero esserci almeno 3 infermieri per ogni medico. Nel Paese invece oggi gli infermieri sono addirittura meno dei medici: quelli registrati dal Consiglio Medico e Odontoiatrico del Bangladesh (BMDC) sono 108.000, mentre in tutto il Paese ci sono solo 77.838 infermieri registrati, un numero decisamente inferiore alla domanda. Questo fa sì che i pazienti siano privati dei servizi necessari.

Anche in questa situazione difficile, però, Palma racconta di poter testimoniare l’amore incondizionato di Gesù: “Ricordo la storia di un giovane musulmano, Sujon Islam, arrivato all'ospedale con un'ustione del 90%. Era gravissimo e pensavamo sarebbe morto. Ho pregato per lui Gesù con le lacrime: ‘Signore ridonagli la vita e prendi la mia’. Grazie al nostro servizio sincero quel paziente è guarito e ancora oggi mi telefona e mi ringrazia. In questo modo ho mostrato l’amore di Gesù per tutti”.

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