'Diffamata perché cristiana': politica malese vince causa in tribunale
Condannato l'ex ispettore generale della polizia che aveva accusato in un discorso pubblico la ministra Hannah Yeoh di essere parte di una "cospirazione religiosa per indebolire l'islam" per un libro in cui racconta la sua esperienza di fede. Ribaltato un primo verdetto di assoluzione pronunciato nel 2024 dall'Alta Corte. Vicenda emblematica dei delicati equilibri tra comunità religiose in Malaysia.
Putrajaya (AsiaNews) — La Corte d’Appello di Putrajaya si è pronunciata oggi a favore di una politica cristiana - la ministra dei Territori Federali Hannah Yeoh – in una causa per diffamazione intentata contro l’ex ispettore generale della polizia Musa Hassan, che l’aveva pubblicamente accusata di essere parte di una “cospirazione religiosa” per indebolire l’islam. Il verdetto ha ribaltato una precedente decisione dell’Alta Corte che nel 2024 aveva respinto la sua richiesta. La giudice Azimah Omar ha affermato che l’Alta Corte aveva commesso errori di diritto e di fatto e ha ordinato a Musa di pagare a Yeoh un risarcimento danni di 250mila ringgit malesi (oltre 50mila euro ndr).
Il caso – che chiama in causa i delicati equilibri tra le comunità religiose in Malaysia - era nato da dichiarazioni rilasciate da Musa sei anni fa durante un forum all’Universiti Teknologi Mara (UiTM), in cui aveva sostenuto che un gruppo non meglio identificato legato al partito politico Democratic Action Party (DAP) – una forza non confessionale che fa parte della coalizione di governo che sostiene il premier Anwar Ibrahim - stesse cercando di “distruggere l’Islam” e aveva affermato che Yeoh avesse scritto un libro per trasformare la Malaysia in una “nazione cristiana”.
Yeoh presentò la causa per diffamazione nel 2020, sostenendo che tali affermazioni la dipingevano falsamente come parte di una cospirazione religiosa e l’avevano esposta al pubblico ludibrio, in particolare all’interno della comunità musulmana.
La giudice Azimah ha dichiarato che le affermazioni di Musa erano chiaramente diffamatorie e che l’Alta Corte aveva erroneamente tentato di minimizzarne l’impatto. “Il fatto che l’attrice della causa sia riuscita a superare gli effetti di dichiarazioni diffamatorie non esonera il convenuto dalla responsabilità”, ha affermato, respingendo il ragionamento del tribunale di primo grado secondo cui la successiva vittoria di Yeoh alle elezioni parlamentari di Segambut del 2022 avrebbe neutralizzato il presunto danno.
La Corte d’Appello ha inoltre respinto la conclusione dell’Alta Corte secondo cui le dichiarazioni di Musa non costituivano diffamazione a causa della “bassa audience” della diretta Facebook. “Si tratta comunque di una pubblicazione, anche se è stata ascoltata da una sola persona - ha detto Azimah -. Non riusciamo a capire come si possa riferirsi alla scala di diffusione per respingere la causa. Questo stabilirebbe un precedente pericoloso”.
Ha inoltre osservato che al forum erano presenti studenti e personale universitario, sottolineando la gravità delle accuse e la loro potenziale influenza. La corte ha inoltre rilevato che Musa aveva esplicitamente collegato Yeoh al gruppo non nominato che accusava di minare l’islam, insinuando così motivazioni politiche e religiose senza prove.
La giudice Azimah ha criticato il fatto che l’Alta Corte abbia basato il suo giudizio sulla testimonianza di Kamarul Zaman Yusoff, un singolo docente dell’università chiamato da Musa come testimone della difesa. Ha affermato che Kamarul non era un perito e aveva espresso soltanto opinioni personali, equivalenti a mere voci o sentito dire.
“Non è stata prodotta alcuna prova a sostegno della presunta “cristianizzazione””, aggiungendo che non esisteva alcuna testimonianza sul fatto che Yeoh avesse utilizzato il suo libro, Becoming Hannah: A Personal Journey, per propagandare il cristianesimo o minare l’Islam.
Parlando con i giornalisti dopo la sentenza, Yeoh ha espresso gratitudine per la decisione, affermando di aver convissuto per sei anni con le conseguenze delle dichiarazioni diffamatorie.
13/03/2023 11:03
21/06/2022 13:31




