20/07/2022, 13.40
TIMOR EST
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Dili chiede il sostegno di Jakarta per entrare nell'Asean

di Steve Suwannarat

Dal 2002 Timor Est godeva dello status di osservatore, ma la visita di ieri del presidente José Ramos-Horta in Indonesia potrebbe concretizzarsi con l'adesione della piccola nazione all'Associazione nel 2023. Significativo che l'incontro si sia tenuto nella capitale indonesiana con il suo omologo Joko Widodo.

Dili (AsiaNews) - Dopo la visita ieri in Indonesia del presidente del Timor Est, Jose Ramos-Horta, è emerso un forte slancio per l’adesione all’Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (Asean), di cui il piccolo Paese potrebbe presto essere l’11mo membro.

Negli ultimi dieci anni si è di fatto concluso il processo di integrazione, “completando diversi dei passaggi necessari per essere una economia e una democrazia attiva e con questo essere un membro efficiente dell’Asean”, ha sottolineato Ramos-Horta. Nel 2011 il Timor Est aveva fatto domanda di adesione dopo aver ottenuto lo status di osservatore nel 2002.

La visita in Indonesia - Paese più grande e popoloso e prima economia dell’Associazione – ha segnato la convergenza di intenti e rimarcato i buoni rapporti bilaterali tra le due nazioni. È significativo che l’incontro si sia tenuto tra Ramos-Horta e il presidente indonesiano Joko Widodo a Bogor, sobborgo della capitale Jakarta dove si trova il palazzo presidenziale, e che l’ingresso di Timor Est nell’Asean possa verificarsi nel 2023, anno in cui la presidenza di turno dell’organizzazione spetterà proprio all’Indonesia.

Timor Est, Paese di circa 15mila chilometri quadrati e 1,3 milioni di abitanti, si è separata dall’Indonesia dopo 25 anni di lotta per l’indipendenza nel 1999. Jakarta aveva occupato l’intera isola di Timor nel 1976 dopo la fine del dominio coloniale portoghese. Il 20 maggio si è festeggiato il ventennale della nascita come repubblica indipendente.

È significativo anche che l’ingresso nell’Asean possa avvenire durante la presidenza di Ramos-Horta, premio Nobel per la pace nel 1996 (assegnato congiuntamente a monsignor Carlos Felipe Ximenes Belo, allora vescovo della capitale Dili) per il suo impegno a portare libertà e giustizia alla sua terra.

A sua volta Widodo, un progressista che sta cercando di rilanciare l'Indonesia, ha ricordato gli ingenti investimenti in atto (818 milioni di dollari) nei settori energetico, bancario e delle comunicazioni, ma anche le potenzialità dei rapporti commerciali bilaterali, che nel 2021 ammontavano a 250 milioni di dollari.

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