12/06/2015, 00.00
TAJIKISTAN
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Dushanbe si unisce a Pechino nella lotta alle Ong: Vanno frenate

Una bozza di legge approvata dal Parlamento del Tajikistan blocca i finanziamenti esteri alle Organizzazioni non governative. Nel Paese operano 2.600 gruppi umanitari, che nel 2013 hanno ricevuto circa 643mila euro dall’estero. Anche Cina e Kyrgyzstan prevedono regole restrittive per i finanziamenti dall’estero alle associazioni civili.

Dushanbe (AsiaNews) - La Camera bassa del Tajikistan  ha approvato all’unanimità un emendamento alla legge sulle associazioni pubbliche che autorizza maggiori controlli sui finanziamenti esteri destinati alle organizzazioni non governative (Ong). La decisione è stata adottata il 10 giugno dopo mesi di discussioni. Come già accaduto nelle scorse settimane in Kyrgyzstan e Cina, anche le autorità di Dushanbe hanno preso di mira l’operato delle Ong che svolgono attività nella società civile.

Rustam Shomurod, Ministro della giustizia, ha presentato la bozza di legge alla Camera bassa [“Majlisi Namoyandagon” in lingua locale - ndr]. Secondo il politico, la nuova legge “prima di tutto, ha l’obiettivo di assicurare la trasparenza nelle modalità di spesa, garantire la sicurezza dello Stato e prevenire crimini finanziari, il terrorismo e il riciclaggio di denaro”. Fino ad ora infatti “non esiste alcun meccanismo di controllo dei finanziamenti che le Ong ricevono dall’estero”.

Secondo il ministro, nel Paese sono registrate più di 2.600 associazioni pubbliche. “Le stime - continua - riportano che nel 2013 queste hanno ricevuto 4,5 milioni di somoni [circa 643mila euro - ndr] in finanziamenti esteri. Ma nutriamo dubbi sulla precisione dei dati”. Il governo sta inoltre studiando un metodo per ricevere l’avviso dei soldi ricevuti e spesi.

Le Ong che operano in Tajikistan hanno espresso preoccupazione fin da quanto l’emendamento è stato presentato nel novembre 2014. Secondo i loro membri, la legge consentirebbe la ricezione del denaro dall’estero solo se l’organizzazione è legalmente registrata nel Paese centro-asiatico. Questo potrebbe avere effetti negativi e portare alla chiusura di quelle associazioni che non dispongono di ingenti risorse. 

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