27/05/2026, 15.05
GIORDANIA
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Ecumenica e internazionale: l’università ortodossa nel luogo del Battesimo di Gesù

di Giuseppe Caffulli

Inaugurata nei giorni scorsi in Giordania, non è solo un'iniziativa accademico ma un progetto che unisce formazione, dialogo interreligioso e valorizzazione del patrimonio spirituale. L’obiettivo è diventare un centro di studio e riflessione sul cristianesimo delle origini ad Al-Maghtas, dove storia, teologia e cultura si intrecciano. In una visione che punta al 2030, quando qui si celebrerà il bimillenario del battesimo di Gesù 

Milano (AsiaNews) - Presso il sito del Battesimo a Betania oltre il Giordano (al-Maghtas, in arabo), il 18 maggio scorso re Abdullah II di Giordania ha inaugurato il campus dell’Università ortodossa internazionale (Bio), un’istituzione culturale non profit voluta dal Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme e finanziata dal miliardario e filantropo russo Mark Voloshin. L’evento, dal forte valore simbolico e politico, oltre che religioso, si inserisce in una più ampia strategia del regno hashemita che guarda al 2030 come anno in cui verrà commemorato il bimillenario del Battesimo di Cristo. Il governo di Amman intende sostenere l’iniziativa e sviluppare un piano integrato di infrastrutture e servizi per il sito, con l’obiettivo favorire il pellegrinaggio cristiano. Alla cerimonia di apertura, oltre al sovrano, hanno partecipato il principe Ghazi bin Muhammad, la principessa Maryam Ghazi, il primo ministro giordano Jaafar Hassan, numerosi ministri e funzionari, oltre ai capi delle Chiese di Giordania e Palestina.

L’Università ortodossa, che potrà accogliere una quarantina di studenti residenti, avvierà le attività didattiche a partire dal prossimo settembre. E nasce con una vocazione dichiaratamente internazionale ed ecumenica. La sua creazione non è soltanto un progetto accademico, ma si colloca all’interno di una visione che unisce formazione, dialogo interreligioso e valorizzazione del patrimonio spirituale della regione. Come sottolineato durante la cerimonia, il campus punta a diventare un centro di studio e riflessione sul cristianesimo delle origini e sul significato teologico e storico del Battesimo di Cristo.

Betania oltre il Giordano è stata inserita nel 2015 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Le varie campagne archeologiche di scavo che si sono susseguite negli ultimi decenni hanno messo in luce i resti di chiese risalenti alla fine del V e all’inizio del VI secolo, cappelle, grotte di eremiti e di un battistero. Tre papi vi sono stati in pellegrinaggio: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Papa Ratzinger, in occasione della sua visita (10 maggio 2009) dopo aver benedetto la posa della prima pietra di due nuove chiese cattolica latina e melchita che sarebbero sorte nei pressi di al-Maghats, rimarcò l'unicità di questo luogo: “Qui vicino, di fronte a Gerico, le acque del Giordano si aprirono davanti ad Elia che fu portato via dal Signore in un carro di fuoco. Qui lo Spirito del Signore chiamò Giovanni, figlio di Zaccaria, a predicare la conversione dei cuori”.

Papa Bergoglio, recandosi al Giordano il 24 maggio 2014, ricordò nel luogo del Battesimo l'amore di Cristo che “si abbassa fino a noi e con il suo amore ci restituisce la dignità e ci dona la salvezza”, ma anche i drammi e le ferite dei conflitti ancora aperti in Medio oriente. “Penso in primo luogo all’amata Siria, lacerata da una lotta fratricida che dura da ormai tre anni e ha già mietuto innumerevoli vittime, costringendo milioni di persone a farsi profughi ed esuli in altri Paesi”.

La nascita dell’Università ortodossa, nel Medio oriente di oggi, lacerato sempre più da lotte e conflitti, vuole dunque essere un segno ecumenico di pace e di condivisione tra le varie Chiese cristiane. Non solo un’istituzione educativa, ma un presidio culturale e spirituale radicato in uno dei luoghi più simbolici del cristianesimo.

Il progetto si lega, come già accennato, all’iniziativa 2030 per il secondo millennio del Battesimo di Cristo, che mira a trasformare la ricorrenza in un evento mondiale e a incentivare il pellegrinaggio, lo studio e il dialogo. Le principali autorità ecclesiastiche presenti alla cerimonia (dal Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme fino ai rappresentanti della Chiesa anglicana e latina) hanno sottolineato il valore dell’evento come occasione di unità tra le confessioni cristiane. Il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha evidenziato come il 2030 non rappresenti soltanto una ricorrenza storica, ma un’opportunità per riaffermare valori della pace e della riconciliazione. Allo stesso modo, l’arcivescovo anglicano di Gerusalemme Hossam Naoum ha richiamato la necessità di costruire reti di cooperazione internazionale per rendere il sito pienamente accessibile e spiritualmente vivo.

Da parte sua il patriarca ortodosso di Gerusalemme Teofilo III ha rivolto un messaggio fortemente centrato sulla pace e sull’unità dei cristiani. Nel suo intervento ha ricordato il valore spirituale unico del luogo del Battesimo, sottolineando che non si tratta soltanto di un sito storico o archeologico, ma di un segno vivo di fede e di speranza per tutta la regione. Il patriarca ortodosso ha poi lanciato un appello alla riconciliazione, chiedendo che la Terra Santa possa trovare finalmente stabilità e pace dopo anni di tensioni e conflitti. Ha evidenziato anche l’importanza della collaborazione tra le diverse Chiese cristiane presenti in Medio oriente, invitando a superare le divisioni per testimoniare insieme il messaggio evangelico.

Il regno di Giordania è in prima linea nella custodia dei Luoghi Santi (sia musulmani che cristiani) e nella promozione della convivenza religiosa in Medio oriente. Le Chiese locali, con le varie istituzioni ad esse collegate (scuole, ospedali, università, opere sociali) svolgono un ruolo fondamentale in questo processo, contribuendo alla costruzione di un tessuto sociale più coeso.

L’inaugurazione dell’Università ortodossa internazionale si colloca in questo percorso, punto di convergenza di una strategia più ampia che unisce educazione, fede e sviluppo. Al-Maghtas, il Luogo del Battesimo, da luogo di memoria, diventa così anche laboratorio di futuro: un centro in cui storia, teologia e cultura si intrecciano in una visione di lungo periodo che guarda al 2030 come a una meta capace di seminare speranza.

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