02/04/2004, 00.00
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Elezioni generali nel segno dell'incertezza e della pace interna a rischio

COLOMBO (Asia News/Agenzie) – Gli abitanti dello Sri Lanka si sono presentati in modo massiccio alle urne per eleggere i membri del 13 Parlamento dal 1948, anno dell'indipendenza del paese dalla Gran Bretagna.

Le terze elezioni generali in soli quattro anni si sono svolte sotto la stretta sorveglianza di 64.000 soldati. Le autorità non hanno segnalato incidenti particolari, nemmeno nelle aree, l'area nord e l'area orientale del paese, controllate dai ribelli del Liberation Tigers of Tamil Eelam (Ltte).

Numero record di ben 6.024 candidati ai 225 seggi del Parlamento, ma i risultati finali delle preferenze espresse dai quasi tredici milioni di elettori si conosceranno solo domani.

Gli analisti prevedono che dalle urne esca un Parlamento diviso che potrebbe maggiormente mettere in pericolo i già precari negoziati di pace con i ribelli indipendentisti Tamil.

Si è arrivati alle elezioni a causa del disaccordo tra la presidentessa dello Sri Lanka, Chandrica Kumaratunga, appartenente al partito di sinistra Freedom Alliance (FA), e il Primo Ministro, Ranil Wickremesinghe, del partito di destra United National Party (UNP), sui negoziati di pace in corso, sotto la supervisione norvegese, per far cessare il bagno di sangue tra Tamil e forze governative che ha già fatto 65.000 vittime dal 1983 ad oggi.

La Kumaratunga ha accusato il Primo Ministro di aver concesso troppo ai Tamil e di aver messo a rischio la sicurezza nazionale.

 

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