11/02/2026, 16.15
PAKISTAN
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Energia solare: scontro sulle tariffe a Islamabad

L'authority locale per l'energia ha varato nuove regole per contenere i costi del riacquisto dell'energia in eccesso ricomprata dalla rete nazionale dagli impianti fotovoltaici. Di fronte alle proteste di chi ha installato gli impianti il premier Sharif interviene promettendo una soluzione equa. Interessi contrastanti rischiano di rallentare la crescita del ricorso alle fonti rinnovabili. 

Islamabad (AsiaNews) – In Pakistan il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif è oggi intervenuto direttamente sulle nuove regolazioni introdotte dalla National Electric Power Regulatory Authority (Nepra) riguardanti i consumatori di energia prodotta con pannelli solari, i cosiddetti prosumers. Nepra ha recentemente sostituito l’attuale sistema tariffazione di net-metering (cioè basato solo sulla quantità di energia prodotta e consumata) con uno di net-billing (che applica cioè tariffe di mercato all’energia prodotta in eccesso e rivenduta alla rete nazionale) modificando i termini contrattuali per tutti gli utenti esistenti e futuri. La riforma, secondo l’autorità, mira a proteggere la rete elettrica statale.

L’introduzione del nuovo sistema  ha suscitato proteste trasversali in Senato, coinvolgendo sia partiti alleati al governo sia l’opposizione. Di qui l’intervento di Sharif che ha ordinato alla Divisione energia di presentare un ricorso davanti a Nepra, per “salvaguardare i contratti esistenti”. Il premier ha però sottolineato che i benefici dei circa 466.000 prosumers attuali in Pakistan non devono gravare sui 37,6 milioni di consumatori domestici collegati alla rete nazionale.

Con il net-billing, l’energia prodotta dai prosumers viene acquistata dalle società di distribuzione per circa 10-11 rupie per unità (cioè al prezzo di costo dell’energia per lo Stato ndr), mentre l’energia prelevata dalla rete sarà fatturata separatamente a un costo tra 37 e 55 rupie per unità, a seconda della fascia di consumo. Questa modalità sostituisce il sistema di compensazione “unità per unità” del net-metering, in cui l’energia immessa in rete era valutata al prezzo di consumo, in un sistema molto più vantaggioso per i prosumers.

Con le nuove regole vengono inoltre introdotti contratti quinquennali (invece dei precedenti sette anni). Scatta il divieto di installare impianti oltre il carico autorizzato originale, riducendo del 50% la capacità massima rispetto al passato. Quanto poi all’accredito delle unità esportate alla rete viene limitato a un mese invece dei tre precedenti.

Nepra giustifica la riforma come necessaria per integrare meglio la generazione distribuita nella rete e garantire stabilità tecnica ed economica. Il regolatore sostiene che il nuovo sistema introduce procedure più chiare, requisiti tecnici più rigorosi e un metodo di fatturazione più coerente con i costi reali, evitando che l’espansione solare penalizzi gli utenti non solari.

Esperti e stakeholder, tuttavia, avvertono che il net-billing potrebbe rallentare la diffusione del solare, allungare i tempi di ritorno degli investimenti e scoraggiare nuovi utenti, soprattutto tra le fasce a basso reddito. Il taglio delle tariffe di riacquisto e le restrizioni sulla capacità rischiano di incentivare l’autoconsumo isolato, con utenti che utilizzano la rete solo come backup o addirittura scelgono sistemi sovradimensionati con batterie per scollegarsi dalla rete. Ciò potrebbe aggravare i problemi di sottoutilizzo della rete e complicare il recupero dei costi fissi.

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