12/03/2021, 12.29
MYANMAR
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Esperto Onu: La giunta compie crimini contro l’umanità

di Francis Khoo Thwe

Alla Commissione Onu per i diritti umani, Thomas Andrew chiede sanzioni internazionali verso la giunta e la compagnia petrolifera di proprietà dello Stato, ma in realtà in mano ai militari. Finora le forze di sicurezza hanno assassinato “almeno 70 persone”, e messo in prigione oltre 2mila in modo arbitrario. Un terzo degli uccisi sono giovani al di sotto dei 18 anni. Testimonianze sulla morte in prigione di U Zaw Myat Lin, torturato e ucciso. Nuova accusa per la “Signora”: avrebbe intascato 600mila dollari in modo illegale. “Una barzelletta”.

Yangon (AsiaNews) - Thomas Andrew, esperto Onu per i diritti umani ha detto che i militari in Myanmar, autori del colpo di Stato del 1° febbraio, possono aver commesso crimini contro l’umanità. Per questo, ieri, al Consiglio Onu per i diritti umani a Ginevra, egli ha chiesto che vi siano sanzioni internazionali verso la giunta e la compagnia petrolifera di proprietà dello Stato, ma in realtà ancora in mano ai militari.

Andrew, ha descritto quanto sta succedendo nel Paese dopo il colpo di Stato: “le forze di sicurezza della giunta commettono assassinii, imprigionamenti, persecuzione e altri crimini come parte di una campagna coordinata diretta contro la popolazione civile in modo sistematico e diffuso”. Citando fonti affidabili, egli dice che “finora le forze di sicurezza del Myanmar hanno assassinato almeno 70 persone”, e messo in prigione oltre 2mila in modo arbitrario. Un terzo degli uccisi sono giovani al di sotto dei 18 anni.

Fra le vittime della giunta vi è U Zaw Myat Lin, membro del partito di Aung San Suu Kyi, la Lega nazionale per la democrazia (Ndl). Arrestato la notte fra l’8 e il 9 marzo, e durante il giorno è morto in prigione. La polizia si è rifiutata di consegnare il corpo alla famiglia, che ha potuto soltanto preparare il funerale. Secondo testimoni, U Zaw Myat Lin è stato torturato e poi ucciso. Dal volto bruciato sembra che sulla faccia e nella bocca gli sia stato versato dell’acido. Il cadavere non aveva denti e la sua lingua era come sciolta e rattrappita.

La giunta continua a ripetere che egli è morto cercando di fuggire, cadendo dall’alto dell’edificio in cui era recluso.

Nonostante l’incremento delle violenze dei militari, oggi in diverse città sono programmate manifestazioni.

Per non farsi intrappolare, gli attivisti suggeriscono di manifestare alla sera o di notte. Molte dimostrazioni, con la candela accesa, vengono eseguite, andando contro al coprifuoco voluto dalla giunta. Nelle manifestazioni i gruppi mostrano grandi fotografie di Aung San Suu Kyi e chiedono la sua liberazione.

Dalla notte del colpo di Stato, la “Signora” è agli arresti domiciliari, accusata di aver acquistato illegalmente alcuni walkie-talkie e di aver violato le regole anti-Covid. Ieri la giunta l’ha accusata anche di corruzione: avrebbe accettato un pagamento illegale di 600mila dollari. Il portavoce che ha diffuso l’accusa non ha però citato alcuna prova. L’avvocato di Aung San Suu Kyi, Khin Maung Zaw, ha commentato: “Questa accusa è una delle barzellette più ridicole”.

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