20/04/2015, 00.00
BANGLADESH
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Espropri di terre in Bangladesh: sotto attacco una comunità protestante

di Sumon Corraya
L’Ordine degli avvocati di Barisal ha occupato con la forza il terreno della chiesa St. Peter. Aggrediti 15 cristiani (di cui 10 donne) che avevano tentato di opporsi. Segretario generale della Bangladesh Christian Association: “Pronti a sacrificare le nostre vite per la terra della Chiesa, non la lasceremo”.

Dhaka (AsiaNews) – Salgono a cinque gli attacchi contro la minoranza cristiana in Bangladesh dall’inizio del 2015, tutti legati a tentativi di espropri terrieri. L’ultimo riguarda una comunità protestante di Barisal, distretto centro-meridionale del Paese. Il 18 aprile scorso oltre 200 persone, tra cattolici e protestanti, hanno formato una catena umana a Dhaka, la capitale, per chiedere al governo di proteggere i cristiani e le loro terre.

Tra il 9 e l’11 aprile scorsi l’Ordine degli avvocati del distretto di Barisal ha occupato con la forza alcuni terreni appartenenti alla chiesa protestante St. Peter. Alcuni legali hanno aggredito 15 cristiani (tra cui 10 donne) che stavano protestando in modo pacifico contro l’invasione.

Alla catena umana del 18 aprile il rev. David A. Das, segretario generale del National Council of Churches del Bangladesh, ha dichiarato: “Non solo si sono presi la nostra terra, ma hanno anche attaccato la nostra gente. Molte donne hanno subito molestie. Continueremo a protestare fino a che il terreno non verrà restituito. La terra della Chiesa è sacra, nessuno può prendersela in modo illegale”.

I documenti ufficiali dimostrano che la proprietà del terreno appartiene alla Chiesa dal 1918, in pieno dominio britannico. Dal 2002 il clero locale sta combattendo una nuova battaglia legale per fermare i tentativi di esproprio.

Gli avvocati sostengono che la terra è di proprietà del governo del distretto di Barisal da 50 anni, e che un’ordinanza di tribunale permette all’Ordine di costruirvi una sua struttura.

Nirmal Rozario, segretario generale della Bangladesh Christian Association, afferma ad AsiaNews: “Vogliamo vivere qui in pace. Tuttavia, poiché siamo una minoranza, spesso uomini senza scrupoli ci attaccano per avere le nostre proprietà. Il governo deve fare qualcosa per noi. Siamo pronti a sacrificare le nostre vite per la terra della Chiesa, non la lasceremo”.

Lo scorso anno due cattolici sono stati uccisi nel distretto di Barisal, sempre per questioni terriere.

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