17/01/2026, 13.11
INDIA
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Etah: isolati per la malattia, bambino trasporta da solo la madre morta in ospedale

di Nirmala Carvalho

Dramma della solitudine e dell’abbandono nell’Uttar Pradesh diventa un caso nazionale. Il figlio veglia la 52enne e, dopo la morte, la porta nella struttura in cui era in cura per l’autopsia. Il padre era morto di Hiv, la donna era malata di tubercolosi e la comunità li aveva abbandonati. Il bambino, che ha lasciato la scuola per assistere la mamma, teme di essere ucciso dai parenti per la terra. 

Delhi (AsiaNews) - Lo stigma, l’esclusione sociale, l’indifferenza individuale e il fallimento dei sistemi di sostegno alle famiglie colpite dall’Hiv e dalla tubercolosi sono tornati alla ribalta delle cronache nei giorni scorsi, trasformandosi in un vero e proprio caso di portata nazionale. A far esplodere la polemica la vicenda di un bambino di 10 anni rimasto solo a vegliare il corpo della madre deceduta e a trasportarlo in un ospedale pubblico del distretto di Etah, nell’Uttar Pradesh, per l’autopsia. Una tragedia che si è consumata dopo che la madre, di 52 anni, è morta il 14 gennaio scorso mentre era in cura nella struttura perché sieropositiva e avendo contratto la tisi. Senza parenti o vicini disposti ad aiutarlo, il 15 gennaio - giorno successivo al decesso - il bambino in lacrime ha accompagnato il corpo in ospedale per l’autopsia, assistito solo dal personale sanitario.

Le fotografie del bambino seduto sul pavimento accanto al corpo della madre per ore sono diventate virali, suscitando angoscia e condanna diffuse. La polizia locale è arrivata nel nosocomio dopo essere stata allertata della situazione e, in un secondo momento, ha collaborato nell’organizzazione dell’autopsia e delle ultime cerimonie funebri.

Secondo quanto riportato, la donna era stata ricoverata al Veerangana Avanti Bai Medical College di Etah. Il padre del bambino era morto l’anno scorso a causa dell’Hiv, una diagnosi - o meglio, uno stigma - che secondo quanto riferito aveva portato la famiglia all’emarginazione sociale del resto della comunità. Il bambino ha raccontato ai media locali che le persone hanno smesso di parlare con loro dopo che la malattia del padre è venuta alla luce, costringendolo ad abbandonare la scuola per prendersi cura della madre anch’essa malata. “Mi sono preso cura della mamma. È stata curata a Etah e poi portata a Kanpur e al Lohia Hospital di Farrukhabad. Mio zio non sapeva nemmeno che fosse morta” avrebbe raccontato il ragazzo.

I funzionari sanitari del distretto hanno confermato il caso e hanno dichiarato che la donna aveva completato il trattamento per la tubercolosi nel 2017, dopodiché, secondo quanto riferito, aveva ricevuto tutte le cure disponibili. “Era guarita ed era stata dimessa. All’epoca le abbiamo fornito tutte le prestazioni previste dal governo” ha affermato il dottor Rajendra Prasad, responsabile sanitario di Etah. “Stiamo ora riesaminando la situazione attuale”.

I funzionari di polizia hanno raccontato che il bambino si è rifiutato di allontanarsi dal corpo della madre fino all’arrivo delle autorità. “Siamo stati informati che un bambino era solo con il corpo. Ho inviato un sottufficiale e un agente sul posto. Il bambino non aveva nessuno, quindi abbiamo organizzato le sue ultime esequie” ha dichiarato Ritesh Kumar, soprintendente di polizia a Jaithra. Più tardi, alcuni parenti lontani provenienti da Kasganj, a circa 60 km di distanza, sono arrivati all’obitorio, dopodiché è stata completata l’autopsia.

Nel frattempo, il bambino ha affermato di temere per la sua vita, sostenendo che i parenti lo stanno minacciando nel tentativo di appropriarsi della sua terra. Ha inoltre affermato che, nonostante fossero a conoscenza della malattia della madre, nessuno dei parenti ha offerto alcun sostegno alla famiglia. Esperti e attivisti sottolineano come questo incidente metta in luce le profonde correnti sotterranee dello stigma sociale associato a malattie come la sieropositività, che persiste nonostante decenni di campagne di sensibilizzazione sulla salute pubblica, a dimostrazione di come lo stigma sia ancora presente nelle comunità rurali.

Esistono programmi governativi a sostegno dei pazienti affetti da Hiv e tubercolosi, che prevedono cure gratuite e assistenza nutrizionale, ma la discriminazione sociale continua a isolare le famiglie e a erodere le reti informali di assistenza e vicinato. Sebbene in passato il governo dell’Uttar Pradesh abbia emanato linee guida per rendere le autopsie più efficienti e meno gravose per le famiglie in lutto, i critici sostengono che tali riforme procedurali non possono sostituire l'impegno della comunità, le campagne di de-stigmatizzazione o reti di sicurezza sociale più solide che garantiscano che nessun bambino sia lasciato solo con il dolore e la responsabilità.

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